Polemiche sul nuovo testo

Legge elettorale Germanicum: diritto di tribuna, polemiche opposizioni e sinistra

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

ROMA – Polemiche immediate dalle opposizioni e da parte di un frangia importante della maggioranza sul pdl Brescia, che innova la legge elettorale, in particolare per quanto riguarda il cd diritto di tribuna.
Se da una parte la legge elettorale presentata da Brescia innalza dal 3% al 5 per cento i voti necessari espressi sul piano nazionale per approdare in Parlamento (abbassando parimenti la soglia regionale al 15%), prevede altresì un diritto di tribuna per le forze minori, che offre possibilità di recupero per i partiti minori che non raggiungono la soglia. Diritto di tribuna significa infatti che ottiene seggi anche il partito che fallendo l’obiettivo del 5% nazionale, arriva a tre quozienti in almeno due Regioni e al Senato in una Regione, partecipando alla ripartizione a quozienti pieni.

Proprio questo sistema non piace a parte della maggioranza. In particolare Italia Viva ha annunciato battaglia. Come spiega Marco Di Maio, capogruppo di Italia Viva in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, «il diritto di tribuna potrebbe rivelarsi uno strumento surrettizio per incentivare la nascita di micro-formazioni, con le conseguenze che ciò comporta sul sistema dei partiti. Nel corso dell’esame parlamentare ci batteremo, dunque, per superare questa norma».

Nicola Fratoianni di Leu contesta il metodo. «Il Pd vuol chiudere su una legge elettorale con sbarramento al 5%. Li capisco: sono così forti rispetto alle destre di Salvini che possono anche fare a meno di quel 10% di elettori che sceglierebbero i partiti alleati attualmente stimati sotto la soglia di sbarramento. Evidentemente per loro è meglio prendere un 3 o un 4% in più con il voto utile al proprio partito – conclude Fratoianni –  che vincere le elezioni».

Anche Salvini e Meloni contro la proprosta Brescia
Di «ritorno alla palude della Prima Repubblica» parla Fratelli d’Italia che spiega che «il sistema elettorale proposto in in Germania ha portato ad un inciucio permanente». Sotto accusa in particolare è il metodo proporzionale della ripartizione dei seggi.  Il partito di Giorgia Meloni punta invece ad un sistema maggioritario accompagnato ad una riforma in chiave presidenziale.

Dal canto suo Matteo Salvini torna a sbandierare la necessità di un referendum per introdurre una legge elettorale di stampo maggioritario. «Chi vince governa senza trucchi» è lo slogan scandito dal segretario della Lega.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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