La dura reazione di Ankara

Libia: Erdogan, se Haftar attacca gli daremo una lezione

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

Una combo che ritrae il generale libico Khalifa Haftar (S) e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. ANSA/EPA

ISTANBUL – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha promesso di infliggere una lezione al generale Khalifa Haftar se dovesse riprendere i suoi attacchi. In attesa della conferenza di Berlino sulla Libia che si dovrebbe tenere il 19 gennaio, che potrebbe essere rinviata, vista la situazione.

«Andremo avanti con gli sforzi in questa direzione», ha assicurato il capo della diplomazia di Mosca in  riferimento all’accordo per il cessate il fuoco, ammettendo che «finora non è stato raggiunto alcun risultato finale». Lavrov ha poi denunciato che estremisti si stanno spostando dalla provincia siriana di Idlib, ancora sotto il controllo dei ribelli, verso la Libia, con l’obiettivo di destabilizzare il Paese.
«Sono rimaste delle sacche di attività terroristica, in particolare a Idlib, dove gli estremisti stanno perdendo terreno – ha affermato il ministro – Ma, sfortunatamente, se parliamo di rapporti tra la Siria e la Libia, i terroristi si stanno spostando verso la Libia per continuare a seminare zizzania in quel Paese».

Intanto lasciata Mosca nella notte, dopo aver rifiutato di firmare l’accordo sul cessate il fuoco, il generale Khalifa Haftar si sarebbe recato in Giordania per una serie di incontri. E’ quanto apprende l’Adnkronos da fonti di intelligence, secondo le quali la decisione di non firmare l’accordo sarebbe stata presa per poter studiare e approfondire meglio i termini della bozza e per poi proporre, dopo qualche giorno di riflessione, delle modifiche.
Si parla di alcuni giorni di tempo ma non sarebbe stata data alcuna scadenza precisa né comunicato quali potrebbero essere i termini della ripresa dei colloqui.
La tregua iniziata domenica a mezzanotte al momento rimane in vigore ma viene considerata da Haftar “molto debole”, riferiscono le fonti, secondo cui la pausa di riflessione servirebbe per valutare insieme ai Paesi che lo sostengono quale possano essere dei termini accettabili per l’accordo.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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