Il ricordo del professore del Cesare Alfieri

Margiotta Broglio su Craxi: «Fu grande uomo di Stato in un’Italia anemica»

di Redazione - - Approfondimento, Cronaca, Cultura, Economia, Politica

Margaret Thatcher con Bettino Craxi

Bettino Craxi con Margaret Thatcher

ROMA – Viene autorevolmente riabilitata, la figura di Bettino Craxi, a vent’anni dalla morte. A parte qualche penna di parte, e di scarso rilievo nel panorama della cultura e della politica, si riconosce unanimemente a Craxi un ruolo fondamentale nello scacchiere internazionale, che stride fortemente anche con la foto di oggi, 19 gennaio, scattata ai protagonisti della Conferenza di Berlino sulla Libia, con Giuseppe Conte, seminascosto, dietro a Macron, alla Merkel, a Erdogan, a Putin.

Il giurista professor Margiotta Broglio, interpellato dall’Agenzia Adnkronos, ha afferfmato: «Nell’Italia anemica di quel periodo, tra gli anni ’70 e ’80, Bettino Craxi è stato indubbiamente un grande uomo di Stato. Craxi fu tra quegli statisti che allora fu pienamente
consapevole che in Italia non si poteva andare con governicchi ma che era necessario un accordo con tutte le forze democratiche».

Francesco Margiotta Broglio, professore emerito di storia e sistemi dei rapporti tra Stato e Chiesa alla Facoltà di Scienze politiche Cesare Alfieri dell’Università di Firenze, ed ex presidente della Commissione governativa per la revisione dei Patti Lateranensi, artefice nel 1984 del Nuovo Concordato firmato proprio da Craxi con il segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Agostino Casaroli, continua così: «Craxi dimostrò di essere uno statista con la firma della revisione del Conconrdato eppoi con le prime intese con le confessioni religiose diverse dalla cattolica che la Dc aveva bloccato per decenni. Dimostrò di essere uno statista quando tentò di salvare la vita di Aldo Moro prigioniero delle Brigate Rosse e nella crisi di Sigonella con gli Stati Uniti».

Ossia quella crisi – ma questo non fa parte della dichiarazione del professor Margiotta Broglio – che potrebbe essergli costata cara. Gli americani, secondo ricostruzioni non ufficiali, ma divenute negli anni assai insistenti, non gli avrebbero perdonato il fatto di non aver voluto consegnare loro i presunti autori del sequestro della nave Achille Lauro, dove morì il cittadino americano di origine ebraica Leon Klinghoffer.

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