Il comunicato del sindacato

Cuneo fiscale: pensionati dimenticati dal Governo, la protesta della Cisl

ROMA – Patrizia Volponi, segretaria della Cisl con delega alle politiche previdenziali: «Il governo ci ha completamente ignorati anche stavolta, con l’operazione sul cuneo fiscale. Siamo molto arrabbiati, siamo indignati. I pensionati sono 16,4 milioni, e votano! Questo volerci ignorare non porterà fortuna al governo, siamo pronti a tornare in piazza. Siamo figli del ‘68, lotta dura senza paura. Non pensino che siamo tutti vecchietti che vanno al centro anziani».

Un malcontento di cui al governo sono consapevoli. Sul Blog delle stelle, la pagina web che fa da bacheca per il M5s, la sottosegretaria Laura Castelli spiega che il taglio del cuneo è «solo la premessa ad una più generale riforma dell’Irpef». Una riforma che sarà «epocale», promette la Castelli, e che dovrebbe «ridurre da 5 a 3 le aliquote Irpef», oltre ad «introdurre il quoziente familiare».

In realtà, non è detto che si riesca ad arrivare a sole tre aliquote, come spiega un altro sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta (Pd): «La riduzione del numero delle aliquote è da discutere, non è definita. Di sicuro, la progressività è un principio irrinunciabile, dobbiamo evitare qualsiasi soluzione ci porti verso una sorta di flat tax». Ma, aggiunge, di sicuro si lavorerà per ridurre le tasse ai redditi medio-bassi. Il punto è che per farlo probabilmente si dovrà ragionare su un aumento dell’Iva, almeno sui beni cosiddetti «voluttuari», per trovare le risorse: «Dovremo cominciare a parlare di Iva, non possiamo bloccare 18-20 miliardi solo per evitare che aumenti. L’ipotesi è di ridurre l’Iva per il “carrello della spesa” e lasciarla aumentare per le spese voluttuarie». Impensabile tenere ferma l’Iva e tagliare le tasse allo stesso tempo. Inoltre, chiarisce Baretta, bisognerà rimettere mano al sistema delle detrazioni e deduzioni fiscali, una giungla da disboscare almeno in parte per semplificare e reperire altre risorse.

L’ipotesi di aumenti selettivi dell’Iva era già stata valutata durante l’ultima manovra, ma poi non se ne era fatto nulla soprattutto per le obiezioni di Matteo Renzi. Spiega Luigi Marattin, deputato di Italia viva che segue tutti i dossier economici: «Il tema dell’Iva va posto, se ci portiamo ancora dietro le clausole di salvaguardia, tagliamo le gambe all’economia. Ma poniamo due paletti: uno, che non sia una cosa che si fa una notte come si voleva fare l’anno scorso, serve un percorso che coinvolga associazioni di categoria e consumatori. Secondo, che la riforma irpef sia un multiplo di quella Iva: se l’azione sull’Iva porta 5 miliardi la riforma Irpef deve dare un vantaggio di 15 miliardi».

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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