Campi Bisenzio, 17enne ucciso: in aula la versione di uno degli imputati. “Maati braccato con mannaia e coltello”

FIRENZR – È iniziato l’esame degli imputati nel processo per l’omicidio di Maati Moubakir, il diciassettenne ucciso il 29 dicembre del 2024 davanti a una discoteca a Campi Bisenzio. Dopo la discoteca “quella sera, Arouizi aveva una piccola mannaia mentre inseguiva Maati. Poi scoprii che anche Pratesi aveva un coltello”. Lo ha detto Diego Voza, uno dei cinque imputati al processo d’assise per la morte di Maati. Il 19enne, sentito dalla Corte di assise, è accusato di omicidio volontario aggravato, insieme a Denis Alexander Effa Ekani 22 anni, Denis Mehmeti 20 anni, Ismail Arouizi 20 anni, Francesco
Pratesi 18 anni.
Voza è stato interrogato per quattro ore ieri, 25 maggio 2026, nell’aula bunker di Firenze dagli avvocati, difensori e di parte civile, dal pm Antonio Natale e dalla presidente della Corte d’assise Dolores Limongi per ricostruire cosa accadde quella notte. Voza era andato in discoteca con Arouizi. A fine serata
arriva la telefonata di due amiche preoccupate perché una di esse era stata “spinta e offesa da nordafricani”. I due raggiungono le ragazze in auto. “Una delle due indica un ragazzo, in un gruppo. Il gruppo viene verso di noi, Denis lo fa cadere con un pugno poi si gira e inizia a correre”. Parte l’inseguimento verso i ragazzi che scappavano. Poi l’aggressione in tre fasi. La prima nei pressi di una banca: “Ho visto Arouzi con una piccola mannaia mentre correva”. Poi la seconda, sotto i portici di Campi “un ragazzo”, che è stato sentito come testimone ma non risulta indagato, “tratteneva Maati mentre Pratesi lo prendeva a pugni”.
Infine, la fase sul bus. “Io sono stato sempre in mezzo alla strada, quando ho visto cadere una persona dal bus mi sono avvicinato e poi sono scappato. Ma non ho visto chi ha aggredito il ragazzo”. Poi, dopo l’omicidio, tutti si ritrovano a casa di una delle amiche: “Mentre eravamo seduti sul divano – ha detto Voza – Pratesi tirò fuori il suo coltello riconoscibile dal disegno in argento sul manico, e disse che aveva accoltellato il ragazzo alla schiena. Si andò a lavare le mani sporche di sangue”. In realtà dagli esami medico legali risulta che Maati ricevette una coltellata mortale al cuore dal torace, e non dalla schiena.
“So di aver sbagliato – ha affermato Voza – Ho circondato insieme agli altri quel ragazzo. Ma poi sono rimasto a guardare e non ho fatto niente per fermare gli altri”. Quando il pm Natale gli chiede perché cinque persone hanno assalito un ragazzo solo, risponde: “Io ho seguito Pratesi che correva, ma
Maati non l’ho toccato”. Prossima udienza fissata l’8 giugno.
