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Pozzallo: sbarcano altri 363 migranti da Open Arms, operazioni rallentate per coronavirus

POZZALLO – Dalla nave della Ong spagnola sono sbarcati 363 migranti di 21 differenti Paesi; in maggioranza vengono da Sudan e Bangladesh, ma ce ne sono anche da Algeria, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Costa d’Avorio, Egitto, Gambia, Guinea Bissau, Mali, Marocco, Repubblica Centrafricana, Senegal, Sierra Leone, Somalia, Sud Sudan, Guinea, Pachistan, Libia, Siria. Novantasette di loro sono minori non accompagnati. Le donne sono 8, una ha con sè un bambino di 5 anni. I gruppi erano partiti da diverse città costiere della Libia: Garabulli, Al Khoms, Al Zawiya, Sabratha.

A Pozzallo, gli adulti sono stati trasferiti nell’hotspot per essere identificati e poi, secondo quanto reso noto dal ministero dell’Interno, dovrebbero essere redistribuiti tra alcuni Paesi europei che condividono il pre-accordo di Malta. Per i minori non accompagnati la trafila è differente, perchè tocca ai comuni prendersene cura: «Qui la macchina dei soccorsi è ben rodata – dice il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna – sebbene siano in tanti i migranti arrrivati, l’hotspot è in grado di accogliere tutti, anche se con l’utilizzo di ogni spazio disponibile». Le operazioni di sbarco, completate nella tarda mattinata, sono state più lunghe del previsto anche per gli ulteriori controlli dovuti al protocollo per l’emergenza del coronavirus.

I migranti, dopo una prima visita del medico della Sanità marittima ancora a bordo, sono stati fatti uscire dalla nave a piccoli gruppi. A ogni persona è stata anche controllata per due volte la temperatura appena scesa dalla passerella. Tre migranti sono stati portati in ospedale, uno per problemi respiratori, gli altri due per contusioni agli arti.

L’Ong spagnola detta anche legge su Twitter, imponendo all’Italia e all’Europa di accogliere i presunti rifugiati. Le braccia aperte del governo giallorosso incoraggiano questi atteggiamenti: « Le procedure di sbarco dei 363 migranti abordo della Open Arms, attraccata al porto di Pozzallo, saranno più lunghe del previsto dato che lo stato di emergenza dichiarato dal governo per il coronavirus impone un lungo protocollo. Una volta superati  tutti i protocolli sanitari, inizia lo sbarco delle 363 persone nel porto sicuro di Pozzallo. Ora l’Europa le accolga e garantista i loro diritti», si legge sul profilo Twitter di Open Arms


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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