La Francia non ha mai ignorato l’invasione dei migranti, che era programmata, controllata e accettata

Una verità che la stampa omologata francese non rivelerà mai, viene spiattellata da giornali alternativi come Alter.info, che, il 28 ottobre 2018, ha chiamato in causa il generale (a quattro stelle)  Christophe Gomart, direttore dei servizi informativi militari francesi fino al 2017. Una verità che dovrebbe far riflettere Conte, Mattarella e compagnia bella.

Il Generale, in apertura del Convegno  GEOINT (Géospatial Intelligence), tenutosi alla Società di Geografia a Parigi l’11 e 12 settembre 2018, aveva spiegato chiaramente: « Quest’ invasione dell’Europa da parte dei migranti è programmata, controllata e accettata. Le Autorità francesi, militari e civili,  non ignorano alcun dettaglio del traffico migratorio nel Mediterraneo». Il generale  era incaricato di raccogliere ogni informazione utile per mettere la Francia nelle condizioni di adottare decisioni di natura militare. E ha dunque spiegato come il traffico migratorio dal Medio-Oriente e nel Mediterraneo era controllato minuziosamente dai Servizi francesi.

La Direzione dell’Informazione militare, che è leader in Francia per acquisire e interpretare le informazioni fornite dai satelliti-spia militari,  segue un approccio pluridisciplinare e può contare su una trentina di specialisti civili e militari e della riserva, tutti di alto livello, il cui compito è quello di amalgamare e ordinare le informazioni recepite da strumenti come le intercettazioni, i satelliti, altre fonti d’informazione e la cibersorveglianza. In tal modo la DRM è in grado di presentare al Governo francese la situazione esatta della presenza di migranti subSahariani in Libia, così come le identità, il modus operandi, la strategia dei « passeurs » di  migranti. Le informazioni erano trasmesse anche allo Stato Maggiore delle missioni europee nel Mediterraneo, allora attive, come Eunavfor Med, Sophia e altre.

Il Generale  Gomart ebbe allora a dichiarare  che i  militari francesi avevano individuato i principali corridoi d’accesso delle filiere del traffico di uomini sul territorio libico, in particolare nella zona di frontiera fra Libia, Sudan, Egitto. I servizi francesi sanno dove i passeurs caricano gli esseri umani, dove sono i punti di raccolta, e hanno più volte individuato i luoghi da dove preparano i viaggi dei migranti verso l’Europa, ossia dalle spiagge della Tripolitania e della Cirenaica. Alla fine arriva la rivelazione piiù importante per noi, confermata anche dalle indagini svolte dalla Procura di Agrigento sui rapporti Italia – Libia in tema d’immigrazione: prima di ogni partenza i passeurs chiamavano il Centro di Coordinamento Italiano del  Soccorso Marittimo, e in tal modo le navi europee delle missioni citate andavano a raccogliere direttamente in mare le masse di migranti per trasportarle in un porto sicuro.

Sostanzialmente è la stessa pratica che adesso seguono le navi Ong. Una pratica che, ridotta drasticamente nel 2018 – 2019, ha ripreso vigore dal settembre 2019, tanto che, specialmente a partire dal mese di gennaio 2020, col beneplacito del governo giallorosso e il disinteresse della Ue, le Ong hanno scaricato sulle coste italiane 1.275 migranti, un’enormità rispetto ai 202 dello stesso periodo del 2019. E febbraio non sembra mostrare un’inversione di tendenza, già sono sbarcati 403 migranti a Taranto e 363 a Pozzallo.

Il Governo giallorosso invita: avanti c’è posto! Fino a quando l’Italia potrà sopportare una simile invasione? Un’invasione che, a detta del Generale Gomart, era stata prevista dai servizi francesi, che probabilmente hanno operato in modo da smistare gli arrivi quasi esclusivamente in Italia e in Grecia, col beneplacito dell’Europa matrigna.  La «perfida Albione», che ha scelto la Brexit, forse ci ha visto giusto buttando a mare la congrega supponente e inefficiente di 27 Stati in perenne disaccordo fra loro.

 

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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