Sfida per il giornalismo del futuro

Google e Firenze Post: l’informazione di qualità, rapida, corretta

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Cultura, Economia, il Blog di Sandro Bennucci, Lente d'Ingrandimento, Notizie, Tecnologia

Una notizia di Firenze Post ripresa dal sito del Borussia Dortmund (in arabo)

Mi stropiccio gli occhi: quelli di Google sarebbero disposti a fare un accordo con gli editori per avere notizie di qualità da mettere a disposizione di propri servizi per gli utenti. In sostanza, pagherebbero non solo le notizie spicciole, ma anche le grandi inchieste, che sono praticamente scomparse perchè impegnano i giornalisti per settimane nella ricerca e nell’approfondimento prima che questi possano arrivare a scrivere e raccontare. Per chi non è del settore, la notizia vale poco più di una curiosità. Ma, se ci riflettete un attimo, vi renderete conto che potrebbe essere la chiave di volta per cominciare a risolvere il grave problema del momento: la crisi dell’informazione. In Italia, ormai, il 65 per cento dei giornalisti, si trova nella fascia grigia di precari, disoccupati e cassintegrati. La carta stampata langue: i grandi quotidiani hanno perso più o meno la metà delle copie che vendevano solo una decina d’anni fa. Ovvio che si siano persi migliaia di posti di lavoro e che gli editori continuino a cercare di ridurre i costi riempiendo l’Inpgi, il nostro istituto di previdenza, di prepensionati.

E purtroppo, a parte la Rai, che resiste attraverso il canone, la tassa più odiata, l’emittenza privata, sia radiofonica che televisiva, non assorbe occupazione. Stesso discorso, ancora più al ribasso, per quanto riguarda i giornali online. La pubblicità non è sufficiente per sopravvivere. Ecco che la voglia di Google di fare informazione di qualità, pagando notizie, servizi speciali e inchieste, quelle che realmente valgono, potrebbe aprire spiragli e dare boccate d’ossigeno fondamentali. Non solo per i giornali e i giornalisti, ma per la stessa libertà d’informazione che è parente della tenuta democratica di un Paese. Per metterlo al riparo anche dall’immondizia che circola nel web, dalle fake news, dal ciarpame qualunque mascherato da notizia. A questo punto, molto modestamente, lasciatemi dire che noi di Firenze Post ci vantiamo, nei nostri otto anni di vita, di esserci ritagliati un piccolo angolo, dove la notizia è amata e rispettata, come il grano di una volta. E scritta non solo secondo la regola delle cinque w inglesi (chi, dove, quando, eccetera), ma anche in un italiano corretto.

Non abbiamo tutto, ma sicuramente di tutto. Praticamente ventiquattr’ore su ventiquattro siamo al servizio di chi ci vuol leggere. Dobbiamo crescere ancora, è ovvio, ma ci vantiamo di aver unito due cose: l’accuratezza che esisteva nei grandi giornali negli anni Settanta e Ottanta, quando si sfioravano gli otto milioni di copie al giorno (oggi non arrivano a due milioni) unita alla rapidità, ossia alla grande potenza di Internet. L’ho scritto tante volte, arrivando a La Nazione, nel 1966, mi sembrò di entrare in una cattedrale: atmosfera ovattata, ticchettìo di macchine per scrivere, articoli qualche volta strappati dal capo redattore perchè non andavano bene. E riscritti con pazienza. E ancora: telefonate su telefonate per verificare se le righe battute dalle agenzie erano corrette. Era, quello, un lavoro molto impegnativo, ma che preservava da errori e querele. Quell’attenzione, noi di Firenze Post l’abbiamo conservata. Voglio dire che facciamo il giornale con la cura che gli artigiani bravi mettono nel dare vita al loro prodotto. Sforniamo informazione controllata ma con la celerità del nostro tempo. Ecco, se Google, che già ci conosce bene, vuol fare passi avanti insieme a noi, nel segno di notizie di qualità, rapide e corrette, siamo pronti alla sfida.

 

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Sandro Bennucci

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