Voto in Aula

Intercettazioni: dal Senato fiducia al governo. Renzi assente: ora vuole incontrare Conte

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Politica, Primo piano

Matteo Renzi (Foto ANSA)

ROMA – Sospiro di sollievo di Antonio Conte: il Senato ha confermato la fiducia al governo sul decreto legge intercettazioni con 156 voti favorevoli, 118 contrari e nessuna astensione. Dopo l’ok, ora il provvedimento approda alla Camera. Scade il 29 febbraio. Matteo Renzi non ha partecipato al voto sulla fiducia. Come risulta dai tabulati di Palazzo Madama, è in congedo. Alle 10.30 ha tenuto una conferenza stampa in una sala del Senato.

«Credo che la cosa più pulita sia vedersi la prossima settimana con Conte. Le telenovelas funzionano quando poi c’è un elemento di chiarezza. Serve una forma di trasparente chiarezza. Ho chiesto a Conte di vederlo la prossima settimana, se lo riterrà utile». Lo ha detto il leader di Iv in una conferenza stampa al Senato sul piano choc per le infrastrutture, con esponenti del gruppo Iv-Psi.

«La settimana prossima conto di poter mettere la parola fine a questo teatrino – ha spiegato Renzi. – Noi siamo stati gli argini del buonsenso. Continueremo a farlo sia che stiamo nella maggioranza sia che stiamo nell’opposizione. Il decreto intercettazioni non è di fiducia a un singolo ministro. Grasso non è ancora fra le fonti normative. Le sue valutazioni su cosa sia la mozione di sfiducia si trova nel regolamento del Senato e non nella mente ampia di Grasso».

«Se Grasso ha interesse a vedere una mozione di sfiducia a un ministro non ha che da attendere – ha detto ancora  Renzi – Io sono perché Autostrade paghi per quello che è successo, paghi tanto. Spero che non vi sia chi, in nome del populismo, faccia una battaglia, al termine della quale è lo Stato a pagare alle Autostrade».

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Sandro Bennucci

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