L'orientamento del governo

Coronavirus: a casa fino a dopo Pasqua. Stretta per altri 15 giorni. Renzi: riaprire prima

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Economia, il Blog di Sandro Bennucci, Politica, Primo piano, Salute e benessere

Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte

ROMA – Le indiscrezioni che filtrano da Palazzo Chigi indicano una riapertura con gradualità e proporzionalità, probabilmente dopo Pasqua. Con date che variano fra il 14 e il 20 aprile. Non subito né tutto d’un colpo, fanno sapere fonti di governo, perché le prossime settimane sarebbero fondamentali per non vanificare gli sforzi finora fatti. Matteo Renzi, però, insiste: vedrete che fra poco tutti sosterranno, come me, che bisogna riaprire presto il Paese. Ma i ministri di Conte fanno muro. E il premier, a quanto si dice, prepara una nuova diretta televisiva, dopo aver ascoltato il parere del comitato tecnico scientifico. Si sussurra di una  proroga probabilmente per due settimane delle misure anti contagio che scadono il 3 aprile.

Quindi s’ipotizza un blocco ancora pressoché totale fino a dopo Pasqua, a partire dalle scuole e dalle competizioni sportive, come chiede il ministro Vincenzo Spadafora che si spinge a definire irrealistico che il campionato riparta il 3 maggio. Con un’attenzione particolare non solo alla Pasquetta ma anche ai ponti del 25 aprile e del primo maggio, perché la voglia di pic nic o gite al mare non rischi di mandare all’aria settimane di sacrifici. E’ alla tenuta psicologica e sociale del Paese che guarda innanzitutto Conte nel prepararsi a rinnovare il “lockdown”: per vedere davvero gli effetti delle misure si dovrà attendere ancora, spiegano gli esperti, ma la fase più delicata arriva probabilmente proprio adesso, perché alla grande attenzione delle prime settimane negli italiani rischiano di subentrare preoccupazione, paure.

A loro Conte chiederà ancora uno sforzo, ora che i primi risultati si iniziano a vedere. Ma, come anticipato sabato, il premier si prepara a fare valutazioni specifiche sulle attività produttive, consapevole dei contraccolpi economici che il protrarsi del blocco provoca: dopo lo stop alle attività non essenziali, nelle prossime settimana potrebbero arrivare le prime deroghe, preludio a un allentamento graduale della morsa. Anche in questo caso, Conte vuole muoversi con prudenza, rispetto a chi nel governo, come Iv, già chiede di ripartire o chi, come il Pd, è per una linea assai dura. Ancor più cauti si andrà sulle misure di distanziamento individuale, con l’ipotesi – ma anche in questo caso non subito – che si stabiliscano le prime eccezioni per fasce d’età, tutelando gli anziani e consentendo ai più giovani di iniziare a muoversi. Appare probabile invece che le ultime a saltare saranno le misure che riguardano i luoghi di svago e aggregazione, a partire da discoteche e sale giochi, che per primi sono stati chiusi, ma anche cinema e ristoranti.  Tra lunedì sera e martedì il premier dovrebbe tornare a vedere le opposizioni e non è escluso – ma non in programma – che senta le parti sociali, anche in vista del nuovo decreto economico che dovrebbe essere varato entro Pasqua.

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Sandro Bennucci

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Direttore del Firenze Post
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