Coronavirus: dal 14 aprile riaprono certe attività. Lamorgese preoccupata per possibili infiltrazioni organizzazioni criminali

ROMA – Da martedì 14 aprile riaprono librerie, cartolerie, negozi di vestiti per neonati e bambini. Riprendono le attività forestali, l’industria del legno e anche la produzione di computer.
Il protrarsi della “lunga attesa” fa in ogni caso crescere le preoccupazioni. La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, in una circolare invita i Prefetti a vigilare sulla possibilità di “gravi tensioni” e “la recrudescenza di tipologie di delittuosità comune e il manifestarsi di focolai di espressione estremistica”. La titolare del Viminale osserva infatti che alle difficoltà delle imprese e del mondo del lavoro” si aggiunga “il rischio che nelle pieghe dei nuovi bisogni si annidino perniciose opportunità per le organizzazioni criminali”

Domani, intanto, riaprono librerie, cartolerie, negozi di vestiti per bambini e neonati, oltre ad alcuni studi professionali e i magazzini delle industrie che si possono così rifornire di materie prime in vista della ripartenza. In Lombardia e in Campania, tuttavia, le librerie e le cartolerie resteranno chiuse.

La Regione Veneto ha emanato una nuova ordinanza con nuove misure anti-contagio. In particolare è stato tolto il limite dei 200 metri per l’attività motoria che potrà essere svolta  solo “in prossimità dell’abitazione” e sempre singolarmente. Resta l’obbligo dell’uso di mascherina, guanti e gel igienizzante per uscire di casa. Secondo il governatore Luca Zaia “è un atto di fiducia verso i veneti”. Chi presenta una temperatura sopra i 37,5 gradi, infine, non potrà uscire di casa.

Oms: “Indossare la mascherina diventerà la norma” Indossare la mascherina protettiva diventerà la norma. Lo ha detto il portavoce dell’Oms, David Nabarro, alla Bbc: “Il coronavirus non andrà via. Non sappiamo se le persone che lo hanno avuto siano immuni né quando avremo un vaccino”, ha spiegato. “Quindi qualche tipo di protezione facciale diventerà la norma, anche se solo per rassicurare le persone”, ha sottolineato

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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