In un'intervista alla Sueddeutsche Zeitung

Coronavirus, Conte parla con la Von der Leyen e rilancia gli Eurobond: «Italia lasciata sola»

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Economia, il Blog di Sandro Bennucci, Politica, Top News

Giuseppe Conte durante l’intervista alla Sueddeutsche Zeitung

ROMA – In vista dell’euroappuntamento cruciale del 23 aprile, Giuseppe Conte ha rilasciato un’intervista alla Sueddeutsche Zeitung, dove sottolinea che viviamo il più grande shock dalla fine della seconda guerra mondiale e a questo anche l’Europa deve dare una risposta: «L’Ue ha bisogno di tutta la sua potenza di fuoco nella risposta alla crisi economica generata dal coronavirus, nello specifico attraverso l’emissione di titoli comuni. Molti Paesi europei hanno guardato finora soltanto ai propri vantaggi, la Germania ha un bilancio commerciale superiore a quanto prevedano le regole dell’Ue e con questo surplus non opera da locomotiva bensì, da freno per l’Europa».

E ancora: «Il Mes in Italia ha una cattiva fama. Non abbiamo dimenticato che ai greci, nell’ultima crisi finanziaria, sono stati richiesti sacrifici inaccettabili perché ottenessero i crediti. È indiscutibile: l’Italia è stata lasciata sola. Anche Ursula von der Leyen si è scusata per questo a nome dell’Unione europea, nell’Europarlamento. Devo dire che ho molto apprezzato questo gesto».

La crescente sfiducia degli italiani nell’Ue «nasce dal fatto che ci sentiamo abbandonati proprio dai Paesi che traggono vantaggi da questa Unione. Prendiamo l’esempio dell’Olanda, che con il suo dumping fiscale attrae migliaia di multinazionali, che trasferiscono lì la propria sede, ed ottengono un flusso di entrate fiscali massicce, che vengono sottratte ad altri partner dell’Unione: 9 miliardi di euro ogni anno, come riporta un’analisi di Tax Justice Network».

Prima dell’intervista, Conte ha avuto una conversazione telefonica con la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, incentrata sulla risposta europea alle conseguenze sociali ed economiche dell’emergenza da Covid-19. La telefonata è avvenuta alla vigilia del Consiglio europeo in programma giovedì 23. Poi l’intervista e il tentativo di spiegare ai tedeschi, ancora una volta, che non possono tirare ancora la corda insieme agli olandesi, di cui si può cominciare a mettere in dubbio la legittimità di essere paradiso fiscale e, al tempo stesso, appartenente all’Unione Europea.

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Sandro Bennucci

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