Firenze: Nardella non riapre i musei civici. La protesta del sindacato

Cappella Brancacci (foto, autore: Sailko)
Cappella Brancacci (foto, autore: Sailko)
La Cappella Brancacci, con l’opera di Masaccio, è fra i musei civici di Firenze che potrebbero non riaprire

FIRENZE – Dopo le parole del sindaco Dario Nardella, confermate dall’assessore alla cultura, Tommaso Sacchi, sulla possibile non riapertura dei musei civici per mancanza di fondi, a Firenze si è diffuso il panico.

«Apprendiamo con preoccupazione e sconcerto le dichiarazioni dell’assessore alla cultura del Comune di Firenze, Tommaso Sacchi, il quale sostiene che non riaprirà le attività culturali del Comune, musei civici e quanto altro. Annuncia questa prospettiva come monito nei confronti del governo centrale nel caso in cui non arrivino adeguate risorse pubbliche a copertura dei costi di riapertura». Lo afferma la Filcams Cgil di Firenze. Che aggiunge: «Non vogliamo partecipare a questo confronto tra istituzioni ma vorremmo far rilevare all’assessore che in questi settori lavorano più di 200 persone – aggiunge il sindacato in una nota -: si tratta di addetti in appalto con stipendi bassi e con contratti part time involontari, cioè lavoro povero. Crediamo che scaricare le oggettive penurie di bilancio comunali sul lavoro sia sbagliato, senza una progettualità di medio e lungo periodo».

Per la Filcams, «serve semmai coraggio politico adottando scelte straordinarie adeguate al contesto dato, attraverso una diversa visione di prospettiva politica del settore e di un rinnovato impegno del ruolo del pubblico. In altre parole suggeriamo all’amministrazione comunale di salvaguardare il servizio di natura pubblica alla cittadinanza, e contestualmente il lavoro attraverso la reinternalizzazione di questi lavoratori in appalto; più in generale, di ripensare complessivamente la gestione dei servizi pubblici».

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Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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