Il testo è composto di 4 articoli

DL Quadro: il testo, firmato da Mattarella, pubblicato sulla gazzetta Ufficiale del 16 maggio

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Salute e benessere

DECRETO-LEGGE 16 maggio 2020, n. 33

Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica
da COVID-19. (20G00051)

(GU n.125 del 16-5-2020)
Vigente al: 16-5-2020

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 16 della Costituzione, che consente limitazioni
della liberta’ di circolazione per ragioni sanitarie;
Tenuto conto che l’organizzazione mondiale della sanita’ ha
dichiarato la pandemia da COVID-19;
Preso atto dell’attuale stato della situazione epidemiologica;
Ritenuta la straordinaria necessita’ e urgenza di emanare nuove
disposizioni per l’emergenza epidemiologica da COVID-19, adottando
adeguate e proporzionate misure di contrasto e contenimento alla
diffusione del predetto virus;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 15 maggio 2020;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del
Ministro della salute, di concerto con i Ministri dell’interno, della
giustizia e dell’economia e delle finanze;

Emana
il seguente decreto-legge:

Art. 1

Misure di contenimento della diffusione del COVID-19

1. A decorrere dal 18 maggio 2020, cessano di avere effetto tutte
le misure limitative della circolazione all’interno del territorio
regionale di cui agli articoli 2 e 3 del decreto-legge 25 marzo 2020,
n. 19, e tali misure possono essere adottate o reiterate, ai sensi
degli stessi articoli 2 e 3, solo con riferimento a specifiche aree
del territorio medesimo interessate da particolare aggravamento della
situazione epidemiologica.
2. Fino al 2 giugno 2020 sono vietati gli spostamenti, con mezzi di
trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a
quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate
esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute;
resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio,
abitazione o residenza.
3. A decorrere dal 3 giugno 2020, gli spostamenti interregionali
possono essere limitati solo con provvedimenti adottati ai sensi
dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020, in relazione a
specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di
adeguatezza e proporzionalita’ al rischio epidemiologico
effettivamente presente in dette aree.
4. Fino al 2 giugno 2020, sono vietati gli spostamenti da e per
l’estero, con mezzi di trasporto pubblici e privati, salvo che per
comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi
di salute o negli ulteriori casi individuati con provvedimenti
adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020;
resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio,
abitazione o residenza. A decorrere dal 3 giugno 2020, gli
spostamenti da e per l’estero possono essere limitati solo con
provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n.
19 del 2020, anche in relazione a specifici Stati e territori,
secondo principi di adeguatezza e proporzionalita’ al rischio
epidemiologico e nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento
dell’Unione europea e degli obblighi internazionali.
5. Gli spostamenti tra lo Stato della Citta’ del Vaticano o la
Repubblica di San Marino e le regioni con essi rispettivamente
confinanti non sono soggetti ad alcuna limitazione.
6. E’ fatto divieto di mobilita’ dalla propria abitazione o dimora
alle persone sottoposte alla misura della quarantena per
provvedimento dell’autorita’ sanitaria in quanto risultate positive
al virus COVID-19, fino all’accertamento della guarigione o al
ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo
destinata.
7. La quarantena precauzionale e’ applicata con provvedimento
dell’autorita’ sanitaria ai soggetti che hanno avuto contatti stretti
con casi confermati di soggetti positivi al virus COVID-19 e agli
altri soggetti indicati con i provvedimenti adottati ai sensi
dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020.
8. E’ vietato l’assembramento di persone in luoghi pubblici o
aperti al pubblico. Le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di
qualsiasi natura con la presenza di pubblico, ivi compresi quelli di
carattere culturale, ludico, sportivo e fieristico, nonche’ ogni
attivita’ convegnistica o congressuale, in luogo pubblico o aperto al
pubblico, si svolgono, ove ritenuto possibile sulla base
dell’andamento dei dati epidemiologici, con le modalita’ stabilite
con i provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del
decreto-legge n. 19 del 2020.
9. Il sindaco puo’ disporre la chiusura temporanea di specifiche
aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare
adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale
di almeno un metro.
10. Le riunioni si svolgono garantendo il rispetto della distanza
di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
11. Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si
svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle
rispettive confessioni contenenti le misure idonee a prevenire il
rischio di contagio.
12. Le disposizioni di cui ai commi 7, 8, 10 e 11 sono attuate con
provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n.
19 del 2020, che possono anche stabilire differenti termini di
efficacia.
13. Le attivita’ didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado,
nonche’ la frequenza delle attivita’ scolastiche e di formazione
superiore, comprese le Universita’ e le Istituzioni di Alta
Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali,
master, corsi per le professioni sanitarie e universita’ per anziani,
nonche’ i corsi professionali e le attivita’ formative svolte da
altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti
privati, sono svolte con modalita’ definite con provvedimento
adottato ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020.
14. Le attivita’ economiche, produttive e sociali devono svolgersi
nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a
prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento
o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle
regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti
nei protocolli o nelle linee guida nazionali. In assenza di quelli
regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati
a livello nazionale. Le misure limitative delle attivita’ economiche,
produttive e sociali possono essere adottate, nel rispetto dei
principi di adeguatezza e proporzionalita’, con provvedimenti emanati
ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020 o del comma
16.
15. Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee
guida, regionali, o, in assenza, nazionali, di cui al comma 14 che
non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione
dell’attivita’ fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
16. Per garantire lo svolgimento in condizioni di sicurezza delle
attivita’ economiche, produttive e sociali, le regioni monitorano con
cadenza giornaliera l’andamento della situazione epidemiologica nei
propri territori e, in relazione a tale andamento, le condizioni di
adeguatezza del sistema sanitario regionale. I dati del monitoraggio
sono comunicati giornalmente dalle regioni al Ministero della salute,
all’Istituto superiore di sanita’ e al comitato tecnico-scientifico
di cui all’ordinanza del Capo del dipartimento della protezione
civile del 3 febbraio 2020, n. 630, e successive modificazioni. In
relazione all’andamento della situazione epidemiologica sul
territorio, accertato secondo i criteri stabiliti con decreto del
Ministro della salute del 30 aprile 2020 e sue eventuali
modificazioni, nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente
del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 2 del decreto-legge n.
19 del 2020, la Regione, informando contestualmente il Ministro della
salute, puo’ introdurre misure derogatorie, ampliative o restrittive,
rispetto a quelle disposte ai sensi del medesimo articolo 2.

Art. 2

Sanzioni e controlli

1. Salvo che il fatto costituisca reato diverso da quello di cui
all’articolo 650 del codice penale, le violazioni delle disposizioni
del presente decreto, ovvero dei decreti e delle ordinanze emanati in
attuazione del presente decreto, sono punite con la sanzione
amministrativa di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 25
marzo 2020, n. 19. Nei casi in cui la violazione sia commessa
nell’esercizio di un’attivita’ di impresa, si applica altresi’ la
sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o
dell’attivita’ da 5 a 30 giorni.
2. Per l’accertamento delle violazioni e il pagamento in misura
ridotta si applica l’articolo 4, comma 3, del decreto-legge n. 19 del
2020. Le sanzioni per le violazioni delle misure disposte da
autorita’ statali sono irrogate dal Prefetto. Le sanzioni per le
violazioni delle misure disposte da autorita’ regionali e locali sono
irrogate dalle autorita’ che le hanno disposte. All’atto
dell’accertamento delle violazioni di cui al secondo periodo del
comma 1, ove necessario per impedire la prosecuzione o la
reiterazione della violazione, l’autorita’ procedente puo’ disporre
la chiusura provvisoria dell’attivita’ o dell’esercizio per una
durata non superiore a 5 giorni. Il periodo di chiusura provvisoria
e’ scomputato dalla corrispondente sanzione accessoria
definitivamente irrogata, in sede di sua esecuzione. In caso di
reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione
amministrativa e’ raddoppiata e quella accessoria e’ applicata nella
misura massima.
3. Salvo che il fatto costituisca violazione dell’articolo 452 del
codice penale o comunque piu’ grave reato, la violazione della misura
di cui all’articolo 1, comma 6, e’ punita ai sensi dell’articolo 260
del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265.

Art. 3

Disposizioni finali

1. Le misure di cui al presente decreto si applicano dal 18 maggio
2020 al 31 luglio 2020, fatti salvi i diversi termini previsti
dall’articolo 1.
2. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle Regioni a
statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano
compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di
attuazione.
3. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica e le amministrazioni
interessate provvedono alle attivita’ ivi previste mediante utilizzo
delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
legislazione vigente.

Art. 4

Entrata in vigore

Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta degli atti normativi della Repubblica italiana. E’
fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addi’ 16 maggio 2020

MATTARELLA

Conte, Presidente del Consiglio dei
ministri

Speranza, Ministro della salute

Lamorgese, Ministro dell’interno

Bonafede, Ministro della giustizia

Gualtieri, Ministro dell’economia e
delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Bonafede

Oltre al testo del DL citato, alleghiamo ancora una volta il testo del TESTO-CONDIVISO Stato – Regioni

 

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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