Gara TPL Toscana: ci sarebbero sei iscritti nel registro degli indagati della procura

ANSA/CARLO FERRARO

FIRENZE – Nuovi sviluppi sul caso della gara regionale del trasporto pubblico locale in Toscana, da 5 anni al centro di un contenzioso amministrativo e ora anche di un’inchiesta della Procura fiorentina per turbativa d’asta e falso. Sono sei, secondo quanto riferiscono “La Repubblica”, “La Nazione” e “Corriere Fiorentino”, le persone finite al momento sul registro degli indagati.

Oltre a 2 dirigenti regionali dell’area trasporti e dell’ufficio gare, i pm Luca Turco e Antonino Nastasi hanno messo sotto indagine l’intera commissione che aggiudicò il bandodi gara. Per loro l’ipotesi di reato è quella di turbativa d’asta. Gli accertamenti, portati avanti dal comando provinciale della Guardiadi Finanza, proseguono nel massimo riserbo per stabilire eventuali responsabilità, anche sulla base del materiale acquisito nei giorni scorsi. L’inchiesta, ricorda “La Repubblica”, esplosa a fine maggio con alcune perquisizioni, presso uffici della Regione ma anche nella sede della società aggiudicatrice del bando, Autolinee Toscana, a Villa Costanza a Scandicci.

Secondo quanto emerso, al centro degli accertamenti c’è l’iter che ha portato il consorzio a superare “Mobit Scarl”, il raggruppamento dei gestori attuali – 14 consorzi e 26 imprese toscane,da Cap ad Ataf a Linea – in cui svolge un ruolo forte Busitalia ferrovie. L’appalto, che avrebbe dovuto diventare operativo il 1° giugno, data slittata di un mese a causa dell’emergenza coronavirus, riguarda tutto il servizio di trasporto pubblico locale su gomma dellaToscana, assegnato dalla Regione per la durata di 11 anni (1 giugno 2020- 31 maggio 2031) per la cifra record di 4 miliardi di euro. Gli inquirenti stanno cercando di capire se il percorso che ha portatoall’aggiudicazione del bando sia stato aderente ai criteri di legge o se, come segnalato da un esposto presentato dal presidente di Cap, vi siano state storture. La vicenda, ricostruisce “La Repubblica”, è stata infatti caratterizzata da un complesso contenzioso amministrativo, aperto dal consorzio sconfitto contro la stessa Autolinee Toscane spa, società che fa parte del gruppo francese Ratp (la stessa che gestisce la tramvia a Firenze). Nel dicembre 2019 il Consiglio di Stato, esprimendosi su una precedente sentenza del Tar, aveva valutato in sentenza la gara come legittima anche laddove aggiudica un unico lotto regionale – anziché come in passato spacchettato per aree geografiche e di servizio – a un solo gestore per tutta la Toscana. Un altro ricorso al Tar, promosso da Mobit contro la richiesta di nuovi piani economici a corredo del bando e discusso il 26 febbraio scorso, era stato respinto.

Proprio le sorti della gara sono da tempo al centro di polemiche politiche, alimentate tra gli altri da Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia, che sul caso ha anche presentato un’interrogazione parlamentare in cui si sollevano dubbi sul corretto svolgimento della gara.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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