Skip to main content

Anarcoinsurrezionalisti contro lo Stato democratico, altra inchiesta a Roma, 7 arresti

Scontri di centri sociali con la polizia

Mentre molti esponenti di primo piano della sinistra, dal governatore Rossi alla Boldrini, si affannano a denunciare il pericolo del fascioleghismo e del risorgente fascismo, Forze dell’ordine e una parte della magistratura lavorano in silenzio per prevenire e reprimere azioni ed attività pericolose ed eversive della galassia anarcoinsurrezionalista e dei centri sociali.

Nelle sedi di Pisa, Padova, Torino e Firenze, in collegamento con eccellenti magistrati (Pietro Calogero e Giancarlo Caselli su tutti), mi sono impegnato, da prefetto di quelle sedi, attraverso le indagini delle Forze di polizia, per neutralizzare l’azione sovversiva di alcune formazioni della galassia anarcoinsurrezionalista che operavano nel Veneto e in Piemonte. Ne scaturirono le inchieste sulle Nuove Brigate Rosse, nel 2007 in Veneto, e quelle, molteplici, sui centri sociali di Torino, ancora oggi attivi. Oltre ad analoghe iniziative a Firenze e Pisa.

Adesso una cellula eversiva anarcoinsurrezionalista è stata scoperta dai carabinieri del Ros a Roma. Sono state arrestate 7 persone, che, al solito,  avevano la base in un centro sociale occupato della Capitale. Sono accusate di associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico, atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi e altri reati.

Lo scopo del gruppo era quello di riorganizzare il movimento anarchico superando le divisioni locali per colpire l’organizzazione democratica dello Stato, intrecciando rapporti anche con gruppi stranieri, specialmente quelli attivi in Grecia. Sono più o meno le stesse imputazioni (e le stesse finalità perseguite) che si sono registrate in altre analoghe inchieste in molte città della penisola, in particolare a Firenze, Padova e Torino.

L”indagine è partita dall’attentato esplosivo alla Stazione dei carabinieri di San Giovanni a Roma nel 2017. Quel giorno un ordigno artigianale era stato fatto esplodere davanti all’ingresso della caserma provocando diversi danni e rischiando di colpire a morte un passante.  L’attentato   era stato rivendicato dalla sigla terroristica Federazione Anarchica Informale-Fronte Rivoluzionario Internazionale.

Il gruppo puntava a riorganizzare il movimento anarchico superando ogni localismo, per intraprendere attivamente una nuova fase dell’insurrezionalismo, «con il fine ultimo di colpire l’organizzazione democratica e costituzionalmente organizzata dello Stato». Gli arrestati erano determinati a sostenere, con atti di terrorismo, gli imputati nel processo ‘Panico’, concluso a Firenze nel 2019 con pesanti condanne nei confronti degli imputati, accusati, tra l’altro, dell’attentato alla libreria Il Bargello (area Casa Pound Italia) di Firenze, compiuto il 1° gennaio 2017. Questo dimostra il collegamento ancora esistente fra le varie formazioni della galassia anarcoinsurrezionalista, che perseguono la finalità di attacco alle istituzioni dello Stato. Sulla scia di quanto fecero a suo tempo, in altra situazione politica ed economica, le brigate Rosse ed altri gruppi eversivi della sinistra, che qualche partito bollò con la sola definizione indulgente di «compagni che sbagliano».

Anche oggi ci troviamo in una situazione delicata. Queste formazioni, così come in parte quelle di estrema destra, possono cavalcare il malcontento popolare che sta esplodendo contro il Governo Conte, incapace di offrire un ristoro economico alle tante famiglie che si trovano in difficoltà anche solo per la sopravvivenza quotidiana. Il premier si affida alle sceneggiate degli Stati generali, a legioni di esperti, ma anche per lui non sono tutte rose e fiori. Recentemente ha ricevuto pesanti e meritate contestazioni da cittadini esasperati. Al disagio sociale sempre crescente si aggiunge la presenza di centinaia di migliaia di migranti – gran parte irregolari –  che, come avvenne già nel 2008 -2010 (inizio della precedente crisi), possono essere manipolati e usati come massa d’urto utile per le proteste organizzate da centri sociali e gruppi della galassia anarcoinsurrezionalista. E’ un film che abbiamo già visto e sperimentato in quegli anni, ma che non vorremmo fosse replicato. Anche se governo e sinistre finora se ne preoccupano poco, anzi intenderebbero agevolare questa deriva, viste le decisioni in materia economica e migratoria adottate in questo periodo.


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

Firenze Post è una testata on line edita da C.A.T. - Confesercenti Toscana S.R.L.
Registro Operatori della Comunicazione n° 39741
Firenzepost small logo