La via seguita dal regno Unito

Brexit, ecco le regole per l’immigrazione da altri Paesi, anche Ue

di Eugenio Marchetti - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Mentre il coronavirus ha fatto perdere di vista l’evoluzione della Brexit, il governo britannico sta procedendo a grandi passi per stabilire le regole di ingaggio per il prossimo futuro, visto che dal 2021 ai cittadini europei nel Regno Unito verranno applicate regole simili a quelle valide per l’immigrazione da altri paesi.

Si prevede l’applicazione di un sistema a punti «flessibile», con un «percorso privilegiato» per chi lavora nella sanità, ma per il resto tutto volto ad attrarre lavoratori qualificati e dissuadere gli altri, i migranti senza arte né parte, desiderosi di assistenza, tutto il contrario di quanto sta facendo l’Italia che imbarca nullafacenti, e per di più positivi, da assistere a spese nostre.

Il governo di Sua maestà predispone un sistema flessibile, come detto, che sonsenta, qualora un determinato settore dell’economia lo richiedesse e la manodopera locale non fosse più sufficiente, di allentare le maglie per far arrivare anche personale non qualificato. Con la fine del periodo di transizione fissato per dicembre prossimo, la libera circolazione dei lavoratori europei cesserà, e per chi è già nel paese rimarrà la possibilità di restare con il cosiddetto settled status.

Per i nuovi arrivi, sarà favorito chi parla bene l’inglese, chi ha un’offerta da un datore di lavoro riconosciuto, chi guadagna almeno 25.600 sterline, ossia 28.350 euro all’anno e chi lavora in settori chiave come l’ingegneria, mentre le porte saranno sbarrate a chi ha più di un precedente penale — anche solo per scippo, furto o taccheggio – e a chiunque abbia avuto condanne superiori a un anno o sia stato classificato come socialmente pericoloso.

Ma l’opposizione critica, secondo il Labour aver annunciato queste misure «nel mezzo di una pandemia globale» in maniera frettolosa rischia di creare «gravi problemi» sia alla sanità che alle case di cura messe sotto pressione dal Covid. I datori di lavoro dovranno pagare 1.000 sterline per ogni lavoratore straniero sponsorizzato da loro, oltre ad altre 500 sterline per ogni semestre successivo.

Chi è alla ricerca di lavoro deve fare domanda e avere una base di 70 punti e i più giovani potranno accettare anche un salario più basso, di 20.480 sterline. «I britannici hanno votato per riprendersi indietro il controllo dei loro confini e per introdurre un nuovo sistema d’immigrazione a punti», ha spiegato Priti Patel, aggiungendo che «ora che abbiamo lasciato la Ue, siamo liberi di togliere le redini al pieno potenziale del Paese».

Il regno Unito è così libero di praticare le politiche più convenienti all’interesse del paese senza più i vincoli esosi e stringenti, che hanno strozzato molti paesi, imposti dalla Ue, dalla Merkel e dai suoi seguaci interessati. Brexit, un esempio che, passata l’epoca della sostanziale dittatura a colpi di D P C M, imposta da Conte e dal Pd, e tollerata dal Capo dello Stato,  potrebbe essere seguito da altri Paesi Mediterranei, insofferenti ormai al soffocante giogo europeo.

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