Sulla base del bilancio Inps pre-Covid

Pensioni: Tridico afferma che il sistema è, per ora, sostenibile

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Pensioni, Politica

ROMA – «Il sistema pensionistico e’ sostenibile». Adirlo e’ il presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, nel corso del dibattito online di oggi pomeriggio Il pensionamento traflessibilita’ e sostenibilita, organizzato dalla Direzione centrale Studi e Ricerche.

«L’ultimo bilancio dell’INPS pre Covid vede 16 milioni di pensionati, 23 milioni di lavoratori. Non e’ un cattivo rapporto – ha detto Tridico in collegamento audio -. Ma il numero di lavoratori e’ esiguo rispetto ad altri Paesi».

Un altroproblema e’ che in Italia ci sono «2-3 milioni di lavoratori in nero che non pagano i contributi e non partecipano alla sostenibilita’ del sistema pensionistico che, comunque, e’sostenibile. La sostenibilita’ finanziaria e’ assicurata, meno la sostenibilita’ sociale in quanto il sistema e’ rigido perche’legato a coefficienti della aspettativa di vita che non sono individuali. Nella realta’ i coefficienti della aspettativa di vita riflettono le condizioni sociali, del lavoro, le condizioni di provenienza dei lavoratori. Questa e’ una delle principali rigidita’», ha detto Tridico.

Prima del presidente dell’Inps era intervenuta Maria Cecilia Guerra, sottosegretario all’Economia e Finanze: «Va posto il tema della sostenibilita’ del sistema. C’e’ uno squilibrio crescente. Flessibilita’, sostenibilita’ e adeguatezza vanno affrontati inisieme tenendo conto delle distorsioni che esistono, non solo nel sistema pensionistico, ma forse ancora di piu’ nel nostro mercato del lavoro. L’aspettativa di vita e’ molto differenziata – ha proseguito -. Un operaio non qualificato ha un’aspettativa di vita di 5 anni inferiore rispetto a un dirigente. Dobbiamo trovare dei sistemi che ne tengano conto. Le risposte devono essere diverse, non solo interne al sistema pensionistico».

Ad aprire il dibattito era stato Fernando Di Nicola, direttore centrale Studi e Ricerche dell’Inps:  «Il sistema che si preannunciava per i futuri pensionandi era ispirato a un meccanismo attuariale di un montante pensionistico attualizzato, alimentato da tutti i contributi del lavoratore, trasformato in un trattamento pensionistico che teneva conto della speranza di vita al pensionamento».

Sul futuro Di Nicola ha poi aggiunto:  «Poiche’ il pensionamentocon Quota 100 e’ stato ideato come triennale (2019-2021), in vista di un piu’ sistematico riassetto, e’ opportuno interrogarsi sugli scenari evolutivi che salvaguardino le liberta’ di scelta dei lavoratori; vadano incontro alle esigenze di imprese e lavoratori; non peggiorino i profili temporali dei deficit pubblici».

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