Carabinieri in carcere a Piacenza: 75 mila intercettazioni. «Abbiamo fatto una piramide: noi siamo irraggiungibili»

I carabinieri di Piacenza arrestati mentre esibiscono i soldi (Foto ANSA)

ROMA – La Procura Militare di Verona ha aperto un fascicolo d’indagine sugli abusi contestati al gruppo di sei Carabinieri in servizio presso la Caserma Levante di Piacenza. La Procura militare di Verona ha competenza sui reati militari commessi nelle regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto-Adige, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna. Intanto, secondo quanto è stato appreso, si svolgeranno a partire da domani, 24 luglio, gli interrogatori di garanzia dei sei carabinieri arrestati a Piacenza per i gravi reati e abusi commessi all’interno della caserma Levante che è stata posta sotto sequestro. I militari al momento sono in carcere a Piacenza, ma non è escluso che nei prossimi giorni possono essere trasferiti in altre strutture di detenzione.

Dalle 75mila conversazioni telefoniche, ambientali, messaggi che i carabinieri coinvolti nell’indagine della Guardia di Finanza di Piacenza e coordinata dalla procura, finiti agli atti, emergono particolari che raccontano il loro modo di operare: come un’associazione a delinquere, per usare una delle loro auto-definizioni. Uno dei carabinieri arrestati, in una conversazione captata in auto, ha parlato del concetto di piramide, utilizzata per i loro affari: «In poche parole abbiamo fatto una piramide: sopra ci stiamo io, tu e lui… ok? Noi non ci possono… noi siamo irraggiungibili».

 

 

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