Coronavirus: Conte proroga al 15 ottobre lo stato d’emergenza. Giorgia Meloni: «E’ deriva liberticida»

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte,

ROMA – Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, si barrica: e annuncia al Senato la proroga dello stato d’emergenza fino al 15 ottobre. Data che dovrebbe essere indicata nella risoluzione di maggioranza a Palazzo Madama. Ovvio l’obbiettivo: mantenere i pieni poteri ed evitare l’attenzione su altre questioni che potrebbero mettere in imbarazzo un governo che che spesso si spacca. L’opposizione, a cominciare da Giorgia Meloni, parla però di deriva liberticida.

Il testo, a quanto si apprende, è ancora in fase di limatura, ma l’orientamento, dalle comunicazioni del premier Giuseppe Conte in Aula al Senato, è indicare la metà di ottobre come data di scadenza dell’emergenza legata al Coronavirus.
«Pur in assenza del vincolo normativo, ritengo doveroso condividere con il Parlamento» la decisione della proroga dello stato di emergenza. Il problema? Un Paese allo stremo, che a settembre sarà ancor più in difficoltà per via del coronavirus, ma anche di scelte governative efficaci che non arrivano. Nemmeno il cosiddetto fiume di denaro previsto da recovery fund potrebbe modificare una situazione terrificante. Tanto più che quei soldi nbon arriveranno prima del 2021. Quando molte aziende avranno forse chiuso definitivamente.

Ancora Conte: «La dichiarazione dello Stato di emergenza è prevista dal codice di protezione civile: la legittimità di queste previsioni è stata vagliata positivamente dalla Corte Costituzionale. Costituisce il presupposto per l’attivazione di una serie di poteri e facoltà necessari per affrontare con efficacia e tempestività le situazioni emergenziali. Tra i poteri fondamentale è il potere di ordinanza, che consente norme in deroga a ogni disposizione vigente, nei limiti indicati dalla dichiarazione di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico e dell’Unione europea. La proroga dello stato di emergenza è una facoltà espressamente prevista dalla legge ed è attivabile ove si renda necessaria la prosecuzione degli interventi. Questa esigenza si verifica quasi sempre. Lo stato di emergenza viene ordinariamente prorogato dal governo. Sarebbe incongruo sospendere bruscamente l’efficacia delle misure adottate se non quando la situazione è’ riconducibile a un tollerabile grado di normalità. Se questo è vero per eventi che si esauriscono una volta per tutte, come un terremoto, è ancor più vero per la pandemia».

L’emergenza Coronavirus ha i tratti di un processo in continua e imprevedibile evoluzione che ancora oggi, seppure in misura contenuta e territorialmente circoscritta, non ha ancora esaurito i suoi effetti. Tra le misure che perderebbero effetto se non ci fosse la proroga dello stato d’emergenza c’è anche il noleggio di navi per la sorveglianza sanitaria dei migranti e non sfugge a nessuno di quanto sia attuale il ricorso a questo strumento per un ordinato svolgimento della quarantena per la tutela della sanità pubblica.

Pronta la reazione di Giorgia Meloni su Twitter: Sono scioccata. Conte sta sostenendo ora al Senato che senza lo stato di emergenza il Governo non è in grado di fare normalissimi decreti, decreti legge, ordinanze. Questa è una grossolana menzogna e una pericolosissima deriva liberticida. Dove vuole arrivare il Governo?».

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Ernesto Giusti


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