Colpa della data

Saldi a Firenze: «Male il primo giorno (-75% sul 2019), un vero disastro», denuncia Confartigianato

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

FIRENZE – La prima giornata di saldi, a Firenze, posticipata quest’anno al primo agosto, avrebbe registrato un bilancio disastroso. Lo afferma Alessandro Sorani, presidente di Confartigianato, che afferma: «Il bilancio del primo giorno di saldi a Firenze è stato letteralmente un disastro. Il dato più inquietante che emerge – spiega Sorani – è che per molti esercenti, commercianti e artigiani, questo sabato è stato, in termini di incasso, addirittura peggiore rispetto a sabato scorso, con una ulteriore flessione del 20% – 25%».

I motivi possono essere certamente ricondotti alla data: «Il 1 agosto è il giorno del primo esodo per molte famiglie italiane e fiorentine, il bollino rosso che anticipa il bollino nero del weekend della prossima settimana. I centri urbani sono praticamente vuoti con code verso le località balneari. Anche i grandi centri commerciali, che solitamente sono comunque attrattivi, nonostante abbiano registrato un numero interessante di clienti, hanno fatto registrare dati sulle vendite estremamente bassi. Si tratta di un calo del 75% rispetto alle vendite del 2019».

L’unico settore che sembra aver tenuto leggermente è quello dell’abbigliamento, al contrario tutti gli altri settori confermano la
fortissima crisi. «Questo fa emergere ancora una volta la necessità di modificare le regole con cui i saldi vengono pensati – conclude
Sorani – ‘Come Confartigianato inizialmente avevamo fatto un plauso alla Regione che con questa scelta aveva tentato di riequilibrare le sorti del mercato dopo i mesi di lock down. Questo non si è verificato anche perché i commercianti, in particolare quelli più piccoli, si trovano soli di fronte alla concorrenza non solo dei grandi centri commerciali, ma soprattutto del web. Occorrono davvero nuove regole e soprattutto chiare in grado di rendere il commercio uguale per tutti: piccoli, grandi e imprese digitali. Questa è la richiesta di
Confartigianato».

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Ernesto Giusti

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