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Treni: Ponte al Pino bloccato dai lavori, ritardi e guasti da Milano a Firenze. Un’Odissea. Salvini: “Disagi per linea più moderna”

I lavori a ponte al Pino (foto dai social di Rete Ferroviaria Italiana)

FIRENZE – Giornataccia, oggi 6 luglio 2026, per chi ha viaggiato in treno. Ma anche per i fiorentini bloccati e costretti a lunghe deviazioni dalla chiusura del Ponte a Pino, dove si lavorerà fino a venerdì 10 luglio per sostituire il cavalcaferrovia ottocentesco. Ossia piazzato, in ferro, vicino al Pino del Campo di Marte quando il traffico era costituito da carrozze e barrocci, ossia i carri da trasporto cose. La prima auto, a Firenze, comparve solo nel febbraio 1894.

Viaggiatori in mezzo ai disagi, tra un guasto alla stazione di Milano Centrale che ha causato ritardi e ripercussioni in Lombardia, un altro sulla linea Tirrenica a Follonica (Grosseto) e i lavori per la prima fase della sostituzione di Ponte al Pino nel nodo di Firenze che comportano il blocco ferroviario tra le stazioni
di Campo di Marte e Santa Maria Novella, dividendo, di fatto, l’Italia in due. Intervento quest’ultimo ritenuto fondamentale dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini: “tre giorni di disagio per avere
trent’anni di alta velocità più moderna, puntuale, veloce e sicura”.

Attacca invece l’opposizione: “Guasti e ritardi sono ormai la regola” sottolinea il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli, mentre per il deputato del Pd Andrea Casu il problema “non sono i cantieri ma un ministro incapace di occuparsi degli effetti dei lavori nella vita delle persone”.

Nel capoluogo toscano i lavori, partiti domenica sera alle 23, proseguiranno fino alle 4 di venerdì 10 luglio: per consentire ai passeggeri di poter proseguire il loro viaggio, seppur con tempi di percorrenza decisamente allungati, sono state allestite navette sostitutive per trasportare i viaggiatori sa una stazione all’altra. Autobus portano invece pendolari e passeggeri dei treni regionali fino alla fermata più vicina della tramvia. Il tutto unito a una riduzione del 50% del traffico ferroviario.

Soluzioni, ampiamente comunicate da giorni, che oggi non hanno fatto registrare disagi critici ma che per molti si sono tradotti in una sorta di ‘viaggio della speranza’ con sali e scendi fra treno, autobus o tramvia, al caldo dei 35 gradi di Firenze che domani diventeranno 36, o sotto la pioggia di un veloce acquazzone nel tardo pomeriggio.

Per il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, sta “andando meno peggio di quello che si poteva pensare”. La sindaca di Firenze Sara Funaro parla di “giornata impegnativa ma con un primo bilancio positivo”.

E tra i passeggeri dei treni dell’Alta velocità c’è chi promuove, anche con ironia, l’esperienza vissuta, e chi esprime un giudizio negativo sul trasbordo tra mezzi e stazioni.

“Questa volta Ferrovie si è organizzata stranamente molto bene”, commenta un ragazzo in viaggio di Lamezia per lavoro. “Ci hanno preso direttamente sul binario, dove c’è anche la protezione civile che distribuisce bottiglie d’acqua. Direi che sono organizzati bene”, racconta
un’altra coppia.

Di altro avviso una signora che, insieme al marito, ha avuto difficoltà a trovare il punto di partenza delle
navette: “È una vergogna, siamo arrivati alla stazione e nessuno ci ha dato informazioni”. In entrambe le stazioni il personale di Ferrovie è numeroso e si adopera per accompagnare i passeggeri, soprattutto gli stranieri, che appaiono i più spaesati.

Presente anche la Protezione civile comunale. Più smarriti, invece, i pendolari e gli utenti dei treni regionali, soprattutto a Campo di Marte, che vengono indirizzati verso le fermate autobus dedicate. Con loro anche i passeggeri di Italo, per i quali non è previsto un servizio navetta come per i passeggeri dei Frecciarossa.

“Complessivamente il volume di traffico in questi giorni di interruzione della tratta tra Santa Maria Novella e Campo Marte vede una riduzione di circa il 50%, sia per quanto riguarda il trasporto regionale, sia per l’Av. Si è riscontrato una leggera riduzione del volume dei viaggiatori rispetto al solito” e “il flusso dei pendolari è stato più contenuto”, spiega Andrea Esposito di Rfi.

“A Santa Maria Novella sono attestati mediamente quattro treni l’ora da e per il nord – aggiunge -, e
a Campo Marte tre treni l’ora da e per il sud”. Critico Consumerismo No Profit, gli utenti che si sposteranno in treno in questi giorni transitando per il nodo di Firenze “dovranno mettere in conto oltre ai disagi anche la beffa: i prezzi dei biglietti ferroviari, nonostante i tempi di percorrenza più lunghi, non calano”.

Assoutenti chiede a Fs un ‘sistema più efficace per gestione dei disagi’, dopo che il guasto di stamani
lungo la linea Tirrenica, su cui vengono dirottati alcuni treni Roma-Milano/Torino causa i lavori fiorentini, ha comportato ritardi fino a 80 minuti per quattro convogli.



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