La protesta dei ristoratori

Ristoratori Toscana: denunciano carenze governo, senza aiuti metà a ottobre chiuderanno

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

FIRENZE – Il 70% ha avuto problemi col proprietario del fondo che non ha concesso nessuno sconto sul canone di locazione. Il 5%, invece, ha avuto una riduzione (minima) che in alcuni casi non supera i 200 euro, altri, invece, hanno ottenuto una riduzione soltanto per il periodo di chiusura dei locali. Solo il 25% ha raggiunto un accordo con i proprietari e, dunque, può beneficiare di una significativa riduzione dell’importo.

È quanto emerge da un’indagine condotta dal gruppo Ristoratori Toscana, che conta 15mila iscritti nella nostra regione, di cui 1000 a Firenze per un totale di 53mila dipendenti. L’85% degli imprenditori associati che hanno partecipato al sondaggio ha dichiarato che il piano di sostegni per il pagamento del canone di affitto è stato inutile: solo uno su quattro ha raggiunto un accordo soddisfacente con il proprietario. Quattro le richieste di sfratto già arrivate ai titolari di ristoranti. Il 60% degli imprenditori che hanno partecipato al sondaggio ha affermato che, in assenza di aiuti, rischiano seriamente di abbassare la saracinesca ad ottobre.

«Ci sono colleghi – accusa Pasquale Naccari, portavoce del gruppo Ristoratori Toscana, – che sono stati messi con le spalle al muro: è stato chiesto loro o di liberare il fondo o di acquistarlo a un valore anche superiore a quello di mercato. Altri non hanno avuto nemmeno un centesimo di sconto; ad altri ancora è stato chiesto di corrispondere il canone per tutti i mesi, anche per quelli di chiusura. Nel decreto agosto non si fa nessun cenno al problema delle locazioni. In città d’arte come Firenze  i turisti non arriveranno prima di marzo 2021 ma chi lavora nella ristorazione deve sostenere affitti salatissimi, soprattutto nei centri storici. Oggi, nel periodo più acuto della crisi, i commercianti sono abbandonati a se stessi».

Infine, il portavoce dei Ristoratori Toscana lancia un appello: «Da mesi ci stiamo battendo contro l’abuso della formula dello smart working, un appello portato avanti anche da sindaci di tutto il mondo. Chiediamo al sindaco Nardella e al presidente Rossi di fare lo stesso: le persone devono tornare a lavoro e far circolare liquidità altrimenti il sistema economico è a rischio».

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