La legge non è uguale per tutti: troppi sindaci non fanno rispettare le regole anti Covid

ANSA/STRINGER

Il Messaggero ha fatto un’interessante indagine sulle città che fanno rispettare poco i divieti antimovida e anticontagio e che mettono in seria difficoltà le Forze dell’ordine che sono chiamate a intervenire. Tanto che anche il capo della polizia si è detto preoccupato per la diffusa insofferenza e per le rivolte scoppiate nei confronti della Forze dell’ordine che cercano di far rispettare la legalità ignorata dai più, e non soltanto dai clandestini che escono abusivamente dagli hotspot mettendo in pericolo la sicurezza e la salute dei cittadini.

Valentina Errante, sul giornale romano, ha così riassunto la situazione: «La legge non è uguale per tutti. O meglio non è uguale dappertutto. Perché se l’ultima circolare del Viminale, indirizzata ai prefetti, prevede controlli più stringenti nelle zone delle vacanze e della movida, affinché vengano rispettate le nuove norme anticovid, dopo il nuovo picco di contagi, non in tutte le città, o province, le restrizioni vengono applicate allo stesso modo. Dalle isole Eolie al Salento, fino a Palermo dove, nelle piazze del centro storico, affollate fino a tarda notte, quasi nessuno indossa mascherine. E tra i giovani il negazionismo prevale, trasformandosi qualche volta in violenta insofferenza nei confronti di chi controlla, come è avvenuto sabato a Marina di Carrara, dove carabinieri e polizia, intervenuti per sedare un rissa, sono stati aggrediti e investiti da una sassaiola».

Mentre a Ischia e Procida, dopo le polemiche dei giorni scorsi, sono piovute le multe anche per i gestori dei locali, in alcune zone della Puglia sembra che il nuovo decreto non sia in vigore. E le nuove misure non arrivano neppure nei piccoli centri del viterbese e della Calabria, dove le strade e i locali, anche in assenza di musica e balli, ,continuano ad essere’affollati. Secondo i dati diffusi dal Viminale, il 24 agosto sono state controllate 62.266 persone e 7.536 attività o esercizi commerciali.

Il nodo sono anche le feste private, un escamotage che, nelle zone, dove il rispetto delle norme è più rigido, consente di sottrarsi alle verifiche delle forze dell’ordine. Sugli assembramenti in case terrazze o giardini privati, ovviamente, le forze dell’ordine non possono avere alcun controllo. Ed è proprio questa la nuova strategia, incontrarsi tra le mura domestiche, dove è possibile evitare i distanziamenti e le mascherine. Zone franche dove gli agenti possono intervenire solo in caso di denunce per disturbo della quiete pubblica.

Comportamento tipicamente italiano, fatta la legge, si escogita subito il modo per aggirarla, siamo il paese dei furbi. Ma stavolta le furbizie possono ritorcersi contro la salute delle persone, è bene ricordarlo sempre, e magari aumentare le sanzioni contro chi trasgredisce. Tanto per gli italiani in talune occasioni occorre usare il bastone piuttosto che la carota.

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