Venerdì 28 agosto e domani sabato 29 agosto

Firenze: al «ReGeneration Festival» serata di jazz con drag queens, poi gran finale con la «Cenerentola» di Rossini

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

Una scena da «La Cenerentola» di Rossini

FIRENZE – Ultimi due giorni, oggi venerdì 28 agosto e domani sabato 29 agosto, per il «ReGeneration Festival» al Giardino di Boboli (con alcuni spettacoli minori in altri punti della città), versione ridotta, ma con spettacoli di qualità a ingresso libero, di «The New Generation Festival», una manifestazione (organizzata da Maximilian Fane, direttore d’orchestra, Roger Granville, regista e produttore, e Frankie Parham, produttore di teatro e cinema) che in un paio d’anni ha raggiunto una certa notorietà anche fuori dai confini cittadini e nazionali. Oggi sul grande e attrezzatissimo palco degli spettacoli principali, nel Prato delle colonne, alle 20.30 appuntamento con «The Three Divas»: alcuni dei migliori jazzisti statunitensi portano in scena i ruggenti anni Venti di Broadway e Hollywood. Uno spettacolo prodotto con Piers Playfair, fondatore del Catskill Jazz Factory, che ha per protagonisti principali un cantante lirico, una blues lady e una voce jazz. Al termine si esibisce il gruppo drag queens dei Devotion. Dalle 19, come in tutte le serate, nel cortile di Palazzo Pitti si avvicendano gruppi da camera del Conservatorio Luigi Cherubini, della Scuola di Fiesole, del Maggio e dell’Accademia Musicale Chigiana e spettacoli sono anche nei pressi della Limonaia.

Domani, sabato 29 alle 20.30, si replica l’opera della serata inaugurale, «La Cenerentola» di Gioacchino Rossini, l’ultima opera buffa del compositore: scritta per Roma nel 1817 prendendo ispirazione dalla fiaba di Perrault, vi vengono omessi gli elementi magici e alla scarpetta è sostituito un braccialetto (in parure), perché la censura pontificia vietava di mostrare le caviglie femminili in scena. Suona l’Orchestra Senzaspine, collettivo bolognese di under 35, diretto da Sándor Károlyi. Decisamente buono il cast di giovani promesse della lirica: il mezzosoprano bulgaro Svetlina Stoyanova, cui non mancano estensione e agilità, ma neanche doti di interprete, tratteggia una Cenerentola costantemente credibile; bene anche il Don Ramiro del tenore canadese Josh Lovell, voce chiara e acuto facile, il Dandini del baritono armeno Gurgen Baveyan, le sorellastre di Monreal Marvic (Tisbe) e Giorgia Paci (Clorinda), il Don Magnifico del basso polacco Daniel Mirosław. L’allestimento è firmato dal regista francese Jean-Romain Vesperini, che risolve frapponendo fra Angelina e Ramiro una specchiera col plexiglass il problema di rendere una scena d’amore in tempi di norme anti-covid; avrebbe forse potuto ridurre i siparietti alla Ponnelle ed evitare qualche movimento alla Totò (benché sia comprensibile il timore che uno spettacolo soggetto al distanziamento fra gli attori sul palco possa risultare troppo statico), ma nel complesso lo spettacolo è godibile ed è stato molto apprezzato dal pubblico della prima sera. Le scene sono sostituite da proiezioni, con effetti 3D; i costumi sono di Anna Maria Heinreich, realizzati dalla sartoria Tirelli.

Eventi correlati alla manifestazione sono dalle 23 alle 2 di notte alla Manifattura Tabacchi (via delle Cascine).

L’ingresso è libero, ma gli inviti (solo 500, per gli spettacoli a Boboli) finirono nel giro di mezza mattinata, il 17: non c’è che sperare che, prenotando con tanto anticipo, qualcuno sia stato costretto poi a rinunciare, lasciando libero il posto.

Programma con tutti i dettagli e prenotazioni su www.newgeneratiofestival.org

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