Dalla Procura della Repubblica di Firenze

Morte di Erika Lucchesi in discoteca a Vinci: chiesto rinvio a giudizio per un amico e il pusher

di Gilda Giusti - - Cronaca, Top News

Erika Lucchesi, la 19enne di Livorno morta nella discoteca di Vinci il 20 ottobre 2019

FIRENZE – Per la morte di Erika Lucchesi, avvenuta il 20 ottobre del 2019 nella discoteca Jaiss di Sovigliana, nel comune di Vinci, la Procura della Repubblica di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per due persone. Lo rivela La Nazione. Si tratta di un amico 21enne della ragazza morta e di un tunisino 28enne, accusato di averle ceduto almeno due pasticche di ecstasy. Il tunisino, senza fissa dimora, è attualmente in carcere.

L’udienza preliminare, davanti al gup del tribunale di Firenze Angelo Antonio Pezzuti, è stata fissata per il 15 ottobre. Stralciata la posizione della legale rappresentante
della Sovigliana Cooperativa che gestisce la discoteca dove è avvenuto il decesso di Erika Lucchesi. «Ci siamo messi a completa disposizione della procura», dichiara a La Nazione Francesco Atzeni, avvocato difensore dell’amico 21enne di Erika, insieme al collega Arnaldo Belvedere. E aggiunge: «Abbiamo criticato tutte le prove: non esiste la prova provata che Nerbi abbia ceduto le pasticche. Abbiamo cercato di dimostrare la nostra posizione e la nostra estraneità. Il mio cliente era amico della giovane, erano un gruppo di amici andati in discoteca. La ragazza si è sballata per propria volontà, è brutto a dirlo ma è così. Che lui debba pagare un prezzo altissimo, la stessa imputazione del tunisino, è follia pura, giuridica, di fatto, perché le risultanze probatorie non sono univoche».

In base a quanto ricostruito nel corso delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Fabio Di Vizio, Erika Lucchesi, la sera del 19 ottobre, era arrivata a Sovigliana da Livorno con alcuni amici per partecipare a una serata di musica techno. Di quella comitiva faceva parte l’amico 21enne. Appena poche ore dopo, la ragazza morì dopo aver accusato un malore provocato, secondo le risultanze dell’autopsia, dall’assunzione della droga, acquistata a quanto ricostruito dagli investigatori, proprio all’interno del locale. Erano le 4.10. Inutili i soccorsi. Il pusher, che si trovava ancora nella discoteca, venuto a conoscenza della tragedia, avrebbe regalato le pasticche che gli erano rimaste agli avventori, in modo da non incappare in problemi uscendo dalla discoteca. Gli accertamenti dei carabinieri scattarono immediati: gli stessi amici della 19enne raccontarono dell’acquisto di ecstasy e fornirono indicazioni sullo spacciatore tunisino, noto sulla piazza livornese e alle forze dell’ordine.

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Gilda Giusti

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Redazione Firenze Post
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