Le lotte europee continuano

Recovery Fund: Consiglio Ue e Parlamento in lotta per proposta aumento 50 miliardi euro

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Il Parlamento europeo

Una lotta al coltello fra due delle principali istituzioni europee rischia di far slittare ancora di più l’inizio della distribuzione del Recovery Fund. Infatti è ancora scontro aperto tra Consiglio e Parlamento Ue sui numeri per arrivare a un compromesso nei negoziati in corso sul bilancio Ue 2021-2027, necessario anche a sbloccare il Recovery Fund. Il portavoce della presidenza tedesca del Consiglio Ue, Sebastian Fischer, ha pubblicato una foto con le ‘correzioni’ tedesche all’offerta del Parlamento Ue.

«Abbiamo fatto i conti e calcolato i costi aggiuntivi della vostra ultima proposta di compromesso sul budget Ue: ora supera i 90 miliardi di euro! Si tratta di un aumento di circa 50 miliardi di euro rispetto alla scorsa settimana», ha scritto il portavoce rispondendo a un tweet della commissione Bilanci del Pe.

Le cifre date da Fischer si scontrano con quelle ufficiali del Parlamento, che parlano di un compromesso di 39 miliardi di euro aggiuntivi per rafforzare le dotazioni dedicate ai programmi faro del bilancio a lungo termine dell’Ue, un aumento del 2% al pacchetto complessivo da 1,8 trilioni concordato a luglio dai leader Ue.

Intanto il Presidente Sassoli, dopo le restrizioni Covid-19 annunciate da macron, comunica che il parlamento ue non si riunirà più, per il momento, a Strasburgo, ma da remoto. E non è poi una gran perdita, visto il livello dei dibattiti che so svolgono in quelle aule.

Annuncio con rammarico che la plenaria della settimana prossima non si svolgerà a Strasburgo, ma sarà in remoto. Così su Twitter il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. «La situazione in Francia e Belgio è molto grave. Gli spostamenti costituiscono un pericolo – prosegue -. Strasburgo rimane la sede del Parlamento europeo e faremo di tutto per tornare». Non si affanni, Presidente, i cittadini europei non sentiranno certo la mancanza né sua né del branco di onorevoli che popolano (non molto in verità) le aule dorate dell’Assemblea di Strasburgo.

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