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Nardella, movida: dietrofront. Controlliamo, chiudiamo ma non militarizziamo la città

Dario Nardella

FIRENZE – Il sindaco forse ha letto Firenzepost e ha ascoltato i consigli di un vecchio prefetto, e per i controlli ripiega a più miti interventi, nessuna blindatura delle zone della movida con reparti mobili o esercito, ma controlli mirati e appelloai cittadini. «Oggi, nel corso della riunione del comitato metropolitano per l’ordine e la sicurezza pubblica, individueremo le aree da chiudere, ma il tutto senza militarizzare la città, ma garantendo il controllo delle regole senza il quale la misura diventa solo illusione, e sarà fondamentale il supporto dell’Asl, perché sono le autorità sanitarie che devono indicare quali siano le zone cittadine più esposte al contagio».

Lo ha spiegato, questa mattina a Controradio, il sindaco di Firenze Dario Nardella, parlando delle disposizioni dell’ultimo Dpcm del governo. «Il presidente Conte ha chiarito che quando i sindaci indicano piazze e strade da chiudere ci sarà l’impegno massimo di prefetture e questure per mettere a disposizione le forze dell’ordine», ha aggiunto Nardella. Il sindaco ha poi rivolto un appello ai cittadini:  «Ancora una volta punto sul senso di responsabilità delle persone. Ad esempio,il decreto prevede il limite di sei persone a tavola nei ristoranti. Noi non possiamo chiedere ai ristoratori di fare i poliziotti, né abbiamo agenti da mandare a controllare le carte d’identità delle persone. Tutto sta nella serietà e nel senso di responsabilità di chi va al ristorante e fa un’autodichiarazione in cui afferma che sono più di sei perché congiunti. Altrimenti, se manca questo senso di fiducia e di responsabilità individuale, non bastano un milione di agenti per controllare tutti».

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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