Proroga concessioni balneari: Regioni chiedono al governo di chiarire la situazione

La spiaggia di Viareggio (Fabio Muzzi ANSA)

ROMA – Da un lato c’è la scadenza, imminente, del 31 dicembre 2020, quando stabilimenti balneari e locali affacciati sul mare (ma anche sulle acque interne nei punti di ormeggio) si vedranno scadere le concessioni demaniali di cui al momento usufruiscono. Dall’altro c’è il rinvio di quindici anni già
previsto nel 2018 da una norma nazionale, ma di difficile attuazione e contestata dalla giustizia amministrativa. Nel mezzo emerge l’esigenza di tutelare turismo e aziende danneggiate dalla crisi economica innescata dalla pandemia da coronavirus, che una proroga delle concessioni fino al 2033 appunto aiuterebbe. Il rischio è quello di un cortocircuito che blocchi tutto. Così le Regioni, con una sola voce, chiedono al Governo di fare entro novembre chiarezza.
«La volontà comune è quella di sostenere le imprese balneari e i concessionari dei punti di ormeggio anche nelle acque interne – spiega l’assessore all’economia e al turismo della Toscana, Leonardo Marras – Per questo ci rivolgiamo al Governo affinché prenda una posizione definitiva che affermi con chiarezza la validità delle estensione delle concessioni fino al 2033. Come Toscana abbiamo già dal 2019 linee guida pronte per applicare la norma approvata dal Parlamento nel 2018 e stiamo lavorando per definirne le modalità di applicazione, anche per la nautica da diporto, sia per quanto riguarda gli ormeggi gestiti direttamente dai Comuni sia per quelli gestiti dal demanio idrico regionale».

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