Una legge sullo stesso tema in Toscana

Consulta contro regione Veneto, incostituzionale legge sulla sicurezza

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

ROMA – Dopo aver confermato le sue recenti tendenze con la nuova sentenza che ha legittimato i prelievi forzosi ai pensionati considerati ricchi, la Consulta conferma questo suo approccio più politico che giuridico cassando una legge della Regione Veneto in materia di sicurezza, impugnata dalla Presidenza del Consiglio.

La legge della Regione Veneto sul controllo di vicinato, secondo la Consulta, viola la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza ed e’ pertanto incostituzionale. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 236 (redattore Francesco Viganò), depositata oggi.

La legge regionale n. 34 del 2019, annullata dalla Consulta, si proponeva l’obiettivo di promuovere e regolare il cosiddetto controllo di vicinato, sostenendone in vario modo le attivita’e istituendo una banca dati per il monitoraggio dei suoi risultati.

La Corte ha ricordato che, secondo la propria giurisprudenza, spetta soltanto allo Stato legiferare in materia di sicurezza primaria, che consiste nell’attivita’ di prevenzione e repressione dei reati, primariamente affidata alle forze dipolizia. Alle Regioni e’ invece consentito prevedere interventi a sostegno della cosiddetta sicurezza secondaria, in particolaremediante azioni volte a rafforzare nel contesto sociale una cultura della legalita’, nonche’ a rimuovere le condizioni nelle quali possono svilupparsi fenomeni di criminalita’.

La legge regionale esaminata dalla Corte disciplinava forme di controllo del territorio da parte dei cittadini in chiave di ausilio alle forze di polizia rispetto ai loro compiti di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, e pertanto incideva inevitabilmente sulla sicurezza primaria, riservata dalla Costituzione alla competenza legislativa dello Stato. La Corte ha tuttavia precisato che nulla vieta alla legge statale di disciplinare direttamente il fenomeno del controllo di vicinato, gia’ oggetto, del resto, di numerosi protocolli di intesa tra prefetture e comuni, in varie di parti del territorio nazionale. E cio’ nell’ottica – riconducibile al principio di sussidiarieta’ orizzontale sancito dall’articolo 118 della Costituzione – di partecipazione attiva e responsabilizzazione dei cittadini rispetto all’obiettivo di una piu’ efficace prevenzione dei reati, attuata attraverso l’organizzazione diattivita’ di supporto alle attivita’ istituzionali delle forze di polizia.

Anche la legge regionale toscana 19 febbraio 2020, n. 11 riconosce il ruolo che le comunità locali attive, coese, inclusive e solidali hanno per la sicurezza dei territori – promozione di iniziative di sicurezza partecipata realizzate tramite i gruppi di vicinato, gli assistenti civici o i gruppi di cittadinanza attiva, con l’obiettivo di promuovere l’educazione alla convivenza, il rispetto della legalità, la mediazione dei conflitti, l’integrazione e l’inclusione sociale. Anche questa previsione, ovviamente non impugnata dal governo giallorosso, cadrà sotto il maglio della Consulta o si terrà conto delle esigenze sociali esposte dalla regione di sinistra?

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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