Il Papa ricorda l'azione dei gesuiti a favore degli immigrati

Migranti morti: la reazione di Papa Francesco, Saviano, del sindaco Martello e di Migrantes

Papa Francesco

ROMA – La morte di 5 migranti nel naufragio di un’imbarcazione in acque libiche, e in particolare il decesso di un bambino di 6 anni hanno provocato la reazione di chi appoggia l’immigrazione a prescindere.

Ha iniziato Papa Francesco: «Oggi giorno troppe persone nel mondo sono costrette ad aggrapparsi a barconi e gommoni nel tentativo di cercare rifugio dai virus dell’ingiustizia, della violenza e della guerra». E’ il grido di dolore del Papa sul dramma dei migranti. Bergoglio, come riferisce il Centro Astalli, ha scritto una lettera lo scorso ottobre in occasione del 40° anniversario dalla fondazione del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) da parte di padre Pedro Arrupe. «I miei pensieri vanno specialmente ai tanti uomini, donne e bambini che si rivolgono al JRS per cercare rifugio e assistenza. Sappiano – scrive il Pontefice- che il Papa è vicino a loro e alle loro famiglie e che li ricorda nelle sue preghiere. Mentre rinnovate e approfondite ilvostro impegno nel servire i bisogni vari e complessi dei rifugiati e degli sfollati, prego che tutti voi possiate trarre incoraggiamento e saggezza dalla visione e dall’esempio del vostro fondatore».

Si associa Roberto Saviano: «Un altro gommone è affondato nel Mediterraneo. L’ennesimo naufragio annunciato. Ai cinque corpi recuperati dalla Open Arms, si aggiunge quello di Joseph, un bimbo di appena sei mesi morto sulla nave della Ong spagnola mentre aspettava isoccorsi che non sono arrivati in tempo. A bordo c’erano 120 persone. La disperazione non va in lockdown. In Italia, i populisti hanno continuato a mentire parlando di immigrati come untorie il governo europeo non riesce a organizzare corridoi umanitari».

«Una ennesima tragedia che si consuma a pochi chilometri dalle nostre coste nell’indifferenza generale», denuncia don Gianni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes attraverso migrantes on line.

«Davanti a una tragedia di simili proporzioni, dinnanzi un bimbo morto non ci sono parole. E’ un Paese senza dignità quello in cui si fanno morire in mare le persone. E’ nonmi riferisco solo all’Italia, ma all’Europa intera, che non può continuare a fare finta di nulla». A dirlo all’Adnkronos è il sindaco di Lampedusa, Totò Martello

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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