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Giornata mondiale dei poveri, il report della caritas fiorentina

FIRENZE – Verrà celebrata domenica 15 novembre la IV Giornata mondiale dei poveri. A Firenze, alla Badia Fiorentina, la messa delle ore 9 sarà presieduta dall’arcivescovo, il cardinale Giuseppe Betori e, al termine della celebrazione, verranno distribuitii panini benedetti nel solco della tradizione inaugurata da La Pira con la messa dei poveri di San Procolo. Il titolo del messaggio del Papa che accompagnerà la giornata sarà ”Tendi la tua mano al povero”, un versetto del Siracide che, come dice il direttore della Caritas diocesana, Riccardo Bonechi, ”rende bene la concretezza e la praticità della nostra missione che è quella dell’accoglienza e della vicinanza ai poveri”. Vicinanza ancora più necessaria in questo momento di pandemia, ”che rende la solidarietà ela volontà di aprirsi all’altro temi fondamentali”. ”Nel documento del Papa – continua il direttore della Caritas – è significativo l’invito a riconoscere i santi della porta accanto, riflesso della presenza di Dio in chi si fa prossimo di chi ha subito la perdita del lavoro o dell’abitazione perché non più in grado di pagare l’affitto”. Ed è proprio in occasione della Gmp 2020 che la Caritas presenta i dati del sesto Report realizzato con la Fondazione Solidarietà CaritasOnlus, dal titolo ”Un’estate anomala: le nuove sfide e la risposta attenta ai bisogni emersi.

La ricerca condotta dall’Osservatorio delle povertà e delle risorse evidenzia come anche nella diocesi di Firenze, il Covid-19 abbia avutoun impatto fortemente negativo sul tessuto sociale, che non ha visto segnali di ripresa all’indomani delle riaperture estive. Il primo elemento che emerge dal confronto tra i dati raccolti tra maggio e ottobre 2020 e quelli dello stesso periodo del 2019 è l’aumento (pari al 9,5%) delle presenze complessive ai Centri d’Ascolto, che passano da 10.188 a 11.152 così come del numero delle richieste dei servizi Caritas, che sale da 3.106 a 3.565 (+14,7%). Tra i più colpiti gli italiani, che passano dal 24% del 2019 al 35,7%, contro una flessione degli stranieri pari al 3% del totale. Riguardo le principali caratteristiche socio anagrafiche, lo studio sottolinea come a crescere siano soprattutto le donne a chiedere aiuto, che raggiungono il 60,8% del totale, di cui il 27% è di nazionalità italiana. In merito all’età, la ricerca registra un picco nella fascia 35-44 anni, e un consistente incremento relativo a quella45-54. Una caratterizzazione che si associa all’aumento della componente dei coniugati che passa dal 46% al 52% e risulta lievementepiù alta per le donne. Secondo lo studio Caritas, questo prefigura situazioni di crescente disagio da parte di nuclei familiari con figli a carico.

Un ulteriore dato da evidenziare riguarda la condizione abitativa, chevede l’aggravarsi della situazione per chi, prima della pandemia, viveva in una relativa, per quanto fragile, stabilità: aumenta, infatti, la percentuale di coloro che abitano in affitto (dal 24% del 2019 al 39% del 2020) e che non riescono a far fronte alle spese di locazione. Molti sono i lavoratori del settore turistico, alberghiero,della ristorazione, piccoli commercianti che si sono trovati all’improvviso senza un’occupazione o con una riduzione della stessa equindi con un reddito insufficiente per far fronte alle normali esigenze di vita quotidiana (dal 46,2% del 2019 al 56,2% del 2020).

Tra le azioni messe in campo dalla Caritas diocesana, la distribuzione di generi alimentari, che da maggio a ottobre ha visto l’erogazione di 3.960 prestazioni relative a beni e servizi materiali (di cui 3.920 per viveri e 40 per viveri a domicilio), pari al 35,5% di tutti gli interventi operati dalla diocesi (11.152). La stessa quota ammontava lo scorso anno a 1.961 (1.723 pacchi viveri e 238 viveri a domicilio),pari al 12,2% del totale (10.188). Ma non è finita qui, la Caritas di Firenze ha anche attivato un sostegno economico specifico, il Fondo diocesano di solidarietà Emergenza Covid19, con l’obiettivo di contribuire a coprire le spese più urgenti (affitto di immobili, rate del mutuo, utenze, acquisti utili alla ripartenza dell’attività). Il Fondo, tutt’ora attivo, interviene erogando contributi mensili a sostegno del reddito: l’importo massimo previsto per i nuclei familiari è di 1.500 euro (in erogazioni mensili di 300 euro); e di 1.000 euro per singoli (in erogazioni mensili di 200 euro).

Se durante il lockdown, a predominare era stata la fragilità delle risorse alimentari, in questa seconda fase i Centri d’Ascolto e le Caritas Parrocchiali si sono trovati sempre di più ad affrontare l’onda lunga della crisi economica che si è manifestata attraverso nuove richieste legate in particolare al pagamento delle utenze e dell’affitto.

 

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