L'opinione del presidente ISS

Brusaferro, Covid-19: situazione migliora, ma limitare gli spostamenti e a Natale pochi contatti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Salute e benessere

ROMA – «Sta avvenendo una decrescita in tutta Europa e questo avviene anche in Italia. La curva sta decrescendo sia per quanto riguarda i casi sintomatici che i positivi. La situazione in Italia e’ a meta’, regioni dove l’incidenza mostra una decrescita e alcune regioni che mostrano una crescita. In questa fase ci aspettiamo una riduzione progressiva dei casi. Ma la realta’ italiana e’ diversificata. Una realta’ impegnata in termini di nuovi casi». A dirlo Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanita’. «Anche sui ricoveri la curva va verso l’appiattimento» ha aggiunto.

Poi però cambia registro e annuncia: «Il sovraccarico è ancora alto in molte regioni d’Italia, il numero nuovi casi quotidiani di Covid-19 è ancora significativo e se non decresce rapidamente diventa un fattore critico. Oggi dieci regioni sono ancora a rischio alto, di queste 9 sono classificate a rischio alto da più di tre settimane, sono al massimo sforzo da lungo tempo e dobbiamo fare in modo che rapidamente decrescano. Le conseguenze sono evidentemente che bisogna continuare a ridurre drasticamente le interazioni fisiche tra le persone, bisogna evitare tutte le occasioni di aggregazione, limitare al massimo anche nelle proprie abitazioni il numero di persone che si ritrovano, bisogna
impedire in tutti i modi gli assembramenti, fare in modo che la distanza interpersonale, l’uso della mascherina e l’igiene delle mani siano dei mantra»,

Per quanto riguarda gli spostamenti a Natale, ha affermato che «ci troviamo in una fase dove l’incidenza e’ elevata e diffusa, quindi credo che le prossime settimane saranno molto critiche rispetto alla nostra capacita’ per evitare aggregazioni. Se non lo facciamo questi numeri che stanno per deflettersi ripartono. Dobbiamo pensare ad un Natale che avra’ una sua unicita’, dove gli affetti dobbiamo viverli in una dimensione Covid. Con questi numeri e’ difficile immaginare qualsiasi tipo di spostamento di massa o forme di aggregazione e raduni soprattutto da persone che vengono da quadri epidemiologici diversi».

 

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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