Firenze: l’Arno in piena ci minaccia ancora. La foto scattata da Giani (che deve allertare il governo)

La piena dell’Arno, domenica 6 dicembre alle 22: foto scattata dal presidente della Regione, Eugenio Giani

FIRENZE – L’Arno ci minaccia ancora, 54 anni dopo la grande alluvione. Le arcate del Ponte Vecchio sono due fessure, due occhini stretti. E’ la piena che sta attraversando Firenze, stasera, 6 dicembre, dalle 22 in poi. La foto è stata scattata dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che l’ha postata sui social, avvertendo anche i giornali. Giani raccomanda: «La piena cresce, fate attenzione». La piena dovrebbe passare, nella notte, senza provocare problemi, nè in città (dove l’Arno può sopportare una portata di circa tremila metri cubi d’acqua al secondo), sia a valle, dopo le Cascine. Ma certo, come Firenze Post non si stanca di ripetere, Firenze e due terzi della Toscana vivono sempre con l’incubo del fiume. Giani chieda a Roma fondi straordinari per intervenire subito, realizzando il piano di bacino di Nardi, praticamente fermo dal 1999. Dopo la grande alluvione del 1966 non sono stati attuati progetti risolutivi.

Al contrario, non è stato fatto quasi nulla, se non abbassare le platee di Ponte Vecchio e Ponte Santa Trinita, rialzando anche le spallette nel centro della città, prima del 1970. Poi, più reentemente, sono state avviate alcune casse d’espansione nel Valdarno superiore. Tutto qui. Se l’Arno dovesse riversare su Firenze i 150-200 milioni di metri cubi del 1966 si ripeterebbe il disastro. E’ vero che per il momento, nonostante la pioggia caduta anche oggi, non si corrono pericoli immediati. Ma il rischio resta tutto. L’alluvione dell’Arno e l’eruzione del Vesuvio sono i due grandi rischi nazionali di calamità naturale che la protezione civile ha ben presenti. Ma sarebbe bene,però, che amministratori e governanti si ponessero il problema. Soprattutto il governo: che dopo aver ordinato tre grandi studi (il progetto De Marchi-Supino dopo l’alluvione, il progetto pilota del 1980, cofinanziato dalla Regione, e il piano di bacino del professor Raffaello Nardi del 1999) non ha mai stanziato i fondi necessari per realizzarli. Giani ha fatto bene a inviare la foto con raccomandazione allegata. Ma ora deve svegliare Roma. E anche l’Autorità di bacino che sembra davvero, da anni, la bella addormentata. Per il Covid sta arrivando il vaccino. Per l’Arno, la cura è sempre da trovare.

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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