Una vicenda giudiziaria cominciata nel 2012

Cassazione: assolto il chirurgo Macchiarini, mago dei trapianti di trachea

Paolo Macchiarini, il mago della trachea: assolto in Cassazione dopo una vicenda giudiziaria durata 9 anni

FIRENZE – E’ stato assolto dalla Corte di Cassazione, iI chirurgo Paolo Macchiarini, 62 anni, considerato il mago dei trapianti di trachea. Insieme a lui sono stati assolti tre colleghi. Macchiarini era doveva rispondere dell’accusa di falso, ossia l’unica rimasta in piedi di un procedimento che, nel 2012, aveva portato anche al suo arresto. Lui ha parlato di «viaggio agli Inferi, nove anni di agognata e sofferta attesa, come nove i gironi dell’Inferno dantesco che naturalmente non vede soltanto me attore principale di questo viaggio ma anche altri colleghi e operatori dell’Azienda di Careggi di Firenze».

La sentenza chiude l’intricata vicenda giudiziaria che aveva avuto al centro il celebre chirurgo, pioniere dei trapianti di trachea con l’uso delle staminali, una carriera costruita fuori dall’Italia dove poi era rientrato nel 2010, chiamato da Enrico Rossi, all’epoca assessore toscano alla sanità, che lo aveva voluto a lavorare all’ospedale fiorentino di Careggi. Il 29 settembre 2012 il chirurgo, all’epoca con un incarico anche all’istituto Karolinska di Stoccolma, finisce ai domiciliari: per arrestarlo aspettano che concluda un intervento chirurgico. La procura fiorentina lo accusa di aver consigliato ai pazienti di farsi operare privatamente e anche di aver modificato le liste di attesa. Tentata truffa, tentata concussione, peculato, abuso d’ufficio e falso i reati che gli erano stati via via contestati. Ben 19 i capi di imputazione. Con lui, indagati a vario titolo anche altri medici, una caposala e due direttori di Careggi: tutti poi assolti nel corso di questi anni. Quindi l’ultimo capitolo in Cassazione, con il definitivo verdetto di assoluzione.

«Tre sono gli anni di operatività svolti a Careggi che sono bastati ad infangarmi e destabilizzarmi, sia come uomo sia come chirurgo. E a crearmi un esilio subendo una gogna mediatica strategica in quanto metodica, sistematica, violenta e persecutoria», commenta ancora Macchiarini. Che critica anche Rossi: «Tanto aveva promesso ma poi, nei fatti, mi ha abbandonato». Ma anche l’ex presidente della Regione Toscana si dice amareggiato: «Provo la stessa amarezza di Macchiarini, in quanto alla mia coerenza sul suo caso, rimando a tutte le posizioni pubbliche assunte in Consiglio regionale».

«Le accuse a Macchiarini – osserva il suo legale, Francesco Bevacqua – si sono disciolte come neve al sole, ma dopo nove lunghi anni e troppe battaglie, in grado di sfinire una persona, infirmandola nella salute e indebolendola nello spirito. Dal momento dell’arresto – aggiunge – la sua vita è profondamente cambiata. Il discredito e il disonore lo hanno distrutto».

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