Approvato il decretro che restituisce autonomia al Coni

Olimpiadi: il governo firma il decreto in extremis. Ma chieda scusa allo sport italiano

Bandiera olimpica
Bandiera olimpica
Bandiera olimpica

ROMA – Gli atleti italiani andranno alle Olimpiadi accompagnati dalla bandiera tricolore e dall’inno di Mameli. Il pericolo dell’esclusione dell’Italia dai Giochi in Giappone è stato evitato, ma solo all’ultimo tuffo. Il tempo utile scadeva domani, 27 gennaio in occasione della riunione del Comitato Olimpico Internazionale a Losanna. Così oggi, 26 gennaio, il Consiglio dei Ministri riunito da Giuseppe Conte poco prima di salire al Colle per dimettersi, ha approvato il decreto legge che garantisce al Coni l’autonomia necessaria per rispondere alle istanze della Carta Olimpica. «Per l’espletamento dei compiti relativi al proprio funzionamento e alle proprie attività istituzionali, il Coni è munito di una propria dotazione organica» di 165 persone al massimo, di cui fino a dieci dirigenti. In calce, il premier Conte e i ministri avrebbero dovuto aggiungere le scuse a tutti gli sportivi italiani. Per un batticuore inutile che solo la politica insensibile al comune sentire della gente ha potuto provocare.

E’, in sostanza, quello che prevede il testo del decreto legge Cio. La misura mira a superare le obiezioni sull’autonomia del Coni, in vista delle prossime Olimpiadi. Ma perchè l’autonomia del Coni era stata messa in discussione? Il problema nasce con il governo Conte 1, quando fu fatta una legge di riforma dello sport che non teneva cointi della Carta fondamentale del Cio, il Comitato olimpico internazionale. Le opposizioni parlarono di «voracità grillina», capace di togliere al Comitato olimpico nazionale parte delle sue prerogative. Gli atleti già qualificati per le Olimpiadi hanno vissuto con l’incubo di doverci andare senza maglia azzurra, da indipendenti. E le squadre nazionali (pallavolo, pallanuoto, softball) sarebbero state escluse. Il governo ha rimediatro al pasticcio all’ultimo tuffo, quasi con fastidio. E invece, lo ripeto, avrebbe dovuto aggiungere, al provvedimento approvato, tante scuse a tutto il mondo dello sport.

Decreto del governo, Giuseppe Conte, Olimpiadi, provvedimento in extremis, restituita autonomia al Coni


Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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