Stadio Franchi: intervento del sindaco in Consiglio comunale, partono primi interventi di sicurezza, poi il restyling

Lo stadio Franchi di Firenze

FIRENZE – Comunicazione del Sindaco Nardella in Consiglio comunale sul progetto di restyling dello Stadio Franchi, la prossima settimana inizieranno gli interventi di sicurezza statica. Entro la fine del mandato partirà il restyling.

Ecco il testo integrale dell’intervento.

«Buonasera a tutti,

intervengo con molto piacere in Consiglio comunale per avere l’opportunità di condividere con i consiglieri comunali quello che abbiamo immaginato essere il percorso che porterà l’amministrazione da ora ai prossimi anni a lavorare per un profondo restyling dello stadio Franchi e per una riqualificazione dell’intera area di Campo di Marte. Si tratta di un intervento di rigenerazione urbana, che migliorerà notevolmente la qualità della vita della città e dei cittadini, in particolare dei residenti e anche delle imprese di un quartiere da sempre animato da sport ed eventi, aperto a tutti e sempre più connesso grazie anche alla realizzazione di una nuova linea tramviaria.

Sebbene potessimo avere le nostre ragioni per avanzare osservazioni e critiche al decreto del Ministero, recentemente emanato, dal giorno in cui lo abbiamo ricevuto ci siamo messi al lavoro insieme ai colleghi della giunta e ai tecnici del Comune, mettendo da parte le polemiche e respingendo tutti i tentativi di esasperare il clima intorno alla vicenda, in un periodo nel quale i cittadini sono molto più preoccupati dalla situazione dell’emergenza sanitaria e da tutte le conseguenze sociali ed economiche legate all’emergenza Covid.

Abbiamo preso atto della decisione della proprietà della Fiorentina di non investire su un nuovo stadio Franchi e sulla base di questo abbiamo deciso con umiltà di costruire in autonomia il nostro percorso. A questo proposito colgo l’occasione per ribadire la mia posizione, e quella della giunta, anche in qualità di sindaco metropolitano, sulla possibilità di un nuovo stadio a Campi: la proprietà della Fiorentina è un privato libero di fare le proprie scelte. Da parte nostra, vi è la massima disponibilità a valutare, insieme alla Regione Toscana e al Comune di Campi Bisenzio, uno studio di fattibilità tecnico-economica non appena questo verrà presentato. Per il resto, da sempre riteniamo che uno stadio da 40mila posti debba essere inserito in un sistema di infrastrutture, così è e sarà il Franchi e così sarebbe stato per lo stadio nell’area Mercafir: una stazione ferroviaria, una linea tramviaria e un’ampia rete di parcheggi.

Ma oggi non è più tempo di dichiarazioni, di chiacchiere e tantomeno di polemiche, che non ci interessano. Oggi è tempo di fatti e per fare ciò dobbiamo necessariamente partire dagli effetti positivi che il decreto può in ogni caso determinare, per cui ritengo necessario ancora una volta ringraziare il grande lavoro fatto dal Parlamento italiano, che, proprio sulla scia del Franchi di Firenze, ha per la prima volta approvato una norma specificatamente rivolta agli interventi di ristrutturazione degli impianti sportivi di grande capienza vincolati ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio. E in particolare ringrazio gli eletti della nostra Circoscrizione, che si sono adoperati per portare il Parlamento a una norma in questo senso.

Oggi abbiamo di fronte a noi un perimetro delineato e chiaro all’interno del quale possiamo operare in modo trasparente e con tempi più veloci. Per la prima volta possiamo lavorare sapendo, perché scritto su un atto ufficiale del Ministero, cosa si può fare e cosa non si può fare allo stadio Franchi e nell’area circostante e per questo utilizzeremo a nostro vantaggio le aperture significative, che sono comunque presenti all’interno del documento e che qui voglio nuovamente ricordare: la possibilità di copertura dell’intero stadio e la realizzazione nuove curve interne al perimetro attuale; la possibilità di tamponare le curve esistenti, creando idonee volumetrie nelle quali dislocare servizi e attività varie, anche di natura commerciale; la possibilità di realizzare dei volumi esterni allo stadio e strutture interrate, anche in questo caso con una finalità che può essere anche di tipo commerciale.

Vorrei ricordarlo, perché a volte nel dibattito un po’ caotico questo elemento sfugge, lo stadio è di proprietà del Comune, è un patrimonio della città e della sua storia, è un simbolo della storia del calcio italiano e ovviamente è tutt’uno con la storia della Fiorentina. Nel Franchi hanno pianto e hanno gioito intere generazioni di tifosi e non c’è ricordo, soprattutto il più bello, che ogni tifoso non abbia riportato nello straordinario scenario dello stadio Artemio Franchi. E quindi, come amministrazione, abbiamo un obiettivo che ormai viene prima di ogni altro e che per noi non è più negoziabile e rinviabile: è l’obiettivo di onorare la storia di Firenze, è l’obiettivo di onorare la storia della nostra squadra e di dare ai tifosi uno stadio all’altezza delle loro aspettative, dei loro sogni, uno stadio adeguato ai migliori standard europei.

Mai avremmo potuto permetterci che lo stadio venisse abbandonato, anche nel caso di una struttura nuova, lo abbiamo sempre detto, con tutte le ripercussioni negative che avrebbero potuto generare a danno di un Quartiere, cuore pulsante della città, uno dei più popolosi di Firenze. Lo abbiamo sempre saputo e ora crediamo che i fatti lo dimostreranno. Non è stata mai messa in discussione la necessità di una ristrutturazione dello stadio Franchi. Ora, dopo aver provato in tutti i modi a costruire uno stadio nuovo, siamo più che mai determinati a impegnarci su Campo di Marte.

Il progetto che abbiamo in mente è ambizioso e di ampio respiro e per questo vedrà coinvolti tutti gli assessorati competenti: sport, urbanistica, ambiente, ma anche lavori pubblici, patrimonio e mobilità. Il gruppo di lavoro coordinato dal nostro Direttore generale, l’ingegner Giacomo Parenti, vedrà coinvolti quasi la totalità dei nostri uffici e necessiterà della collaborazione di tutti, tra cui ovviamente il Consiglio comunale e il Quartiere 2, che sono sicuro non mancheranno di fare la loro parte.

L’obiettivo che ci diamo è realizzare un nuovo Franchi, che possa preservare le proprie caratteristiche fondamentali e le testimonianze del suo alto valore storico, artistico e architettonico e, allo stesso tempo, possa diventare un impianto adeguato alle esigenze del calcio moderno. Pensiamo ad uno stadio innovativo, funzionale e che risponda ai migliori standard di sostenibilità e di tecnologia.

Il progetto che abbiamo in testa parte dalla riqualificazione dello stadio Franchi ma, come abbiamo già detto, va oltre e prevede la valorizzazione dell’intera area di Campo di Marte con ricadute positive su tutti i cittadini. Si tratta di una operazione che si propone di avere vari effetti sulla città e tra questi, in particolare, quelli di mettere in sicurezza e restaurare un bene culturale architettonico di primario interesse storico-artistico con interventi orientati dai più avanzati criteri di sostenibilità ambientale ed economico-finanziaria; di dotare la città e più in generale la Toscana di uno spazio sportivo – sociale – culturale, riqualificando un complesso iconico dell’architettura del 900 trasformandolo in un ambiente funzionale e adeguato alle esigenze dei cittadini, in coerenza con le norme di sicurezza. Tutti ricorderanno il bellissimo incontro della cittadinanza fiorentina ma anche di persone provenienti da tutta Italia con Papa Francesco durante la sua visita a Firenze nel novembre 2015 oppure i grandi concerti che si sono tenuti nello stadio Franchi, le grandi competizioni sportive internazionali, che hanno visto impegnate la Nazionale di calcio e di rugby in sfide amichevoli, ma anche in competizioni ufficiali. La vocazione di un grande luogo di socialità, di sport e di eventi rimarrà al centro del nostro progetto e di questa visione.

Inoltre, riteniamo che si debba contribuire a un migliore governo dei flussi turistici su Firenze, attirando giornalmente visitatori in una parte della città che sarà ben infrastrutturata, ma oggi raramente meta di visitatori non fiorentini. Quante volte noi ci diamo l’obiettivo di decongestionare il centro storico dal turismo di massa? Un problema che oggi con il Covid è sparito, ma tornerà non appena l’emergenza terminerà e le frontiere si riapriranno. E allora cosa di meglio se non offrire un luogo di attrazione di qualità con dei servizi, con delle infrastrutture, con dei trasporti per esempio per i turisti più giovani o anche per periodi di soggiorno più lunghi, attraverso l’offerta di un complesso modernamente attrezzato, che possa ospitare anche eventi extrasportivi. Da questo punto di vista abbiamo intenzione di creare, e lo inseriremo nel bando, un polo museale del calcio dentro il nuovo Franchi, che possa avere il Museo della Fiorentina, che possa potenzialmente ospitare anche il Museo della Nazionale, che oggi è allestito a pochi metri di distanza nella zona bassa di Coverciano, e anche il Museo del Calcio in costume in collegamento con la sede storica del Palagio di Parte Guelfa. Quindi, un vero e proprio polo museale unico in Italia e forse unico in Europa che metta il calcio al centro, il calco della Fiorentina, la storia del calcio e il Calcio della Nazionale.

E poi ultimo obiettivo: valorizzare il quartiere di Campo di Marte, decongestionandolo durante gli eventi, grazie anche agli interventi sulla mobilità, risolvendo problemi che da anni assillano quella zona, come ad esempio i problemi di parcheggio. Questa sfida è importante e siamo consapevoli essere molto ambiziosa, ma siamo altrettanto determinati, ora più che mai, a portarla fino in fondo.

È una sfida che sono sicuro anche la Fiorentina sarà all’altezza di raccogliere. Per questo, fin da ora, confermiamo la volontà di un confronto vero, approfondito, collaborativo con la società per individuare come sia meglio articolare le funzioni che saranno inserite nel progetto del nuovo stadio. Inoltre, ci tengo a ribadire una oggettiva distinzione dei ruoli. Il Comune ha il compito di ristrutturare e rifunzionalizzare l’immobile pubblico di sua proprietà e metterlo a disposizione della comunità nell’esclusivo interesse pubblico; dall’altro lato la società di calcio, che è una società per azioni con scopo di lucro, e la sua proprietà svolgono la funzione di imprenditore che persegue un profitto legittimo. Consegneremo nella disponibilità della proprietà della Fiorentina uno stadio a livello dei migliori standard europei, che sarà molto più attrattivo, bello, funzionale e redditizio rispetto a oggi. Starà all’imprenditore, che è bravissimo in questo, far fruttare questo straordinario patrimonio secondo le aspettative dei cittadini e dei tifosi.

Per questo, ci tengo a condividere con voi le tappe della Road map che ci aspetta. La prima tappa: già la settimana prossima inizieranno gli interventi di sicurezza statica, comincerà la prima fase di lavori con un primo lotto di 300mila euro. Il 18 febbraio, insieme ai rappresentanti dei tifosi, che invito già da ora, a cui ho personalmente assicurato il massimo coinvolgimento, faremo un sopralluogo all’impianto, inviteremo ovviamente i rappresentanti della Fiorentina, e avremo modo di verificare tempi e modalità dei lavori. Entro settembre, con un secondo lotto, completeremo gli interventi per un investimento totale di un milione di euro con l’obiettivo di garantire alla tifoseria, non appena le norme Covid lo permetteranno, un ritorno nello stadio senza problemi e limitazioni. Sempre in queste settimane sono in fase di approfondimento le analisi, che ci consentiranno di completare la progettazione degli interventi di miglioramento sismico degli elementi principali. Si prevede il completamento della progettazione nel corso del 2021 e la realizzazione degli interventi nel 2022 e 2023. Il computo prevede un costo dei lavori di circa 7 milioni di euro. Sono risorse già individuate e quindi pronte ad essere impegnate.

Seconda tappa: tra poche settimane, penso entro fine mese quando in Consiglio Comunale sarà presentato il DUP, la giunta proporrà alla vostra approvazione un emendamento per la riorganizzazione complessiva dell’area di Campo di Marte che contenga le seguenti indicazioni: l’elenco delle aree oggetto di riqualificazione, che non si limiterà allo stadio, ma coinvolgerà ad esempio il Centro sportivo Davide Astori oltre i giardini di Campo di Marte, area di viale Paoli – area viale Fanti nella sua interezza – viale Malta – Giardini di viale Malta – area via Enrico Toti – area via Rubieri – area ferroviaria tra le due passerelle pedonali; seconda indicazione: il tracciato definitivo della Linea 3.2.2 della tramvia, che dopo aver percorso viale dei Mille imboccherà viale Fanti in direzione Largo Gennarelli, un vero e proprio hub di interconessione con la linea ferroviaria e con il parcheggio che andremo a realizzare in corrispondenza della fermata della tramvia e della fermata ferroviaria; infatti, la terza indicazione riguarda l’ubicazione di parcheggi nell’area di Campo di Marte, preferibilmente in zona ferroviaria. L’obiettivo è arrivare a circa 4mila posti complessivamente che saranno a disposizione, non solo di tutti gli spettatori che arriveranno allo stadio, ma anche dei residenti nel corso della settimana e durante la giornata. Quarta indicazione: l’inserimento di nuove funzioni private di cui sarà indicata la tipologia e le nuove volumetrie sia dentro che fuori stadio, di cui sarà indicata una dimensione di massima. Questo è un altro elemento molto significativo.

Terza tappa: il concorso internazionale. Come sapete Pier Luigi Nervi partecipò e vinse il concorso che si svolse nel 1930 perché il suo progetto fu giudicato il migliore per la raffinatezza strutturale, per l’impatto delle strutture totalmente a vista, per l’attenzione al contenimento dei costi e la velocità nei tempi di costruzione. Ecco, con lo stesso spirito, a distanza di 90 anni, abbiamo deciso di realizzare un concorso internazionale di progettazione che ci permetterà di dare alla città di Firenze un risultato di altissimo livello: uno tra i più importanti interventi di restyling di impianti sportivi al mondo. Un punto di riferimento in termini di sostenibilità ambientale e di innovazione. Peraltro, è bene ricordare che trattandosi di un bene pubblico di proprietà del Comune non possiamo scegliere strade diverse dal concorso pubblico: è la strada prevista dal Codice degli appalti, ma la cosa che più conta e che ci entusiasma fin da ora è che daremo nuova vita a un complesso iconico dell’architettura del ‘900, trasformandolo in un ambiente funzionale e adeguato alle esigenze dei tifosi, quello che sembrava un problema deve diventare una grande opportunità.

Come ho già detto, c’è l’idea di realizzare al suo interno un polo museale, ma pensiamo a uno stadio con centro congressi, ristoranti, attività commerciali, una galleria, sale per incontri a disposizione delle aziende, palestre. Insomma, all’interno dello stadio potremo inserire funzioni che garantiscano la migliore fruibilità durante gli eventi, ma anche nel resto della settimana. Quindi una fruibilità sette giorni su sette grazie agli spazi pensati per le famiglie, per le imprese, per i cittadini. Un polo che sia anche un punto di riferimento per meeting e congressi, un polo congressuale visto che a sud est di Firenze manca un luogo con queste caratteristiche. E dove, se non a pochi metri di distanza dalla ferrovia, raggiungibile anche con la tramvia e piuttosto vicino al casello autostradale di Firenze sud.

Per fare ciò inviteremo a partecipare i migliori progettisti a livello internazionale e permettetemi di cogliere l’occasione di questo Consiglio comunale per rivolgermi nuovamente a quanti hanno firmato appelli nelle scorse settimane affinché il Franchi venisse salvato: cari architetti partecipate al concorso, mettete adesso la vostra firma e le vostre idee a beneficio di questa opera che rimarrà nella storia di una città unica al mondo. Un’opera alla quale hanno dedicato le prime pagine i più importanti giornali del mondo: penso al The New York Times, al Süddeutsche Zeitung, al Corriere della sera. Tutto il mondo ha parlato del Franchi e ora chiediamo a gran voce che coloro che si sono battuti per proteggere il Franchi adesso siano coerenti e diano una mano concreta per questo grande progetto di ristrutturazione e per fare del Franchi un impianto equivalente a un vero e proprio nuovo stadio.

Da parte nostra abbiamo già avviato e completeremo entro i prossimi 2 mesi le azioni propedeutiche alla pubblicazione del concorso (i rilievi di dettaglio, le analisi geologiche, la definizione dell’area oggetto del concorso, il documento di indirizzo alla progettazione e molti altri documenti) e ci impegniamo a fare la pubblicazione entro la fine del mese di aprile. Il concorso sarà aperto solo a soggetti con determinate esperienze, qualità e caratteristiche e sarà strutturato in due fasi. Nella prima fase andrà presentata l’idea progettuale e un comitato effettuerà una prima selezione che porterà a individuare i finalisti. Nella seconda fase, alla quale accederanno le migliori soluzioni, dovrà, invece essere presentato uno studio di fattibilità tecnico-economica, che verrà valutato da una Commissione di concorso internazionale di prestigio assoluto, costituita da personalità individuate nel mondo dello sport, dell’Università, della cultura, architetti internazionali e rappresentanti degli Ordini nazionali di Ingegneria e Architettura.

Al vincitore del concorso tramite procedura negoziata potrà inoltre essere affidata la progettazione definitiva e, se necessario, anche la progettazione esecutiva senza dover fare un ulteriore concorso.

Questo per risparmiare ulteriore tempo. Non abbiamo intenzione di perdere nemmeno un giorno e puntiamo ad arrivare al completamento della procedura per la realizzazione dei lavori entro il 2023, e quindi iniziare, dopo aver concluso gli interventi di adeguamento statico e di miglioramento sismico, il restyling dello stadio entro la fine del mandato. I lavori che cominceranno la prossima settimana dureranno per l’anno in corso e per il prossimo anno e non ci fermeremo mai, praticamente. Il primo blocco di lavori sarà per l’adeguamento per la sicurezza statica e per il miglioramento sismico, mentre il secondo blocco di lavori, cioè quelli che ci impegniamo a far partire entro la fine del mandato, saranno invece per il restyling completo dello stadio.

Contestualmente al restyling del Franchi ci impegniamo per disegnare una nuova mobilità dell’area di Campo di Marte, che andrà a beneficio di tutta la residenza. Tanto per cominciare la tramvia: i lavori per la tramvia Linea 3.2.2, interamente finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, 249 milioni di euro, saranno l’occasione per la riqualificazione di tutte le aree interessate dell’intervento tra cui viale Fanti, viale Malta, via Enrico Toti, via Rubieri, la passerella Largo Gennarelli e il giardino di viale Malta; e poi la previsione di nuovi parcheggi come interscambio tra più modalità di trasporto (come del resto fatto anche per la Linea 3.2.1) con un parcheggio di 3000 posti a servizio anche della residenza; poi c’è il tema della pedonalizzazione di viale Paoli: questo è un altro punto di grande qualificazione di tutta l’area di Campo di Marte che valorizza tutto il complesso della Cittadella sportiva, argomento di cui abbiamo già parlato con il presidente Michele Pierguidi e che dovremo necessariamente approfondire anche con il Quartiere e con la cittadinanza; poi c’è il completamento della galleria pedonale (attualmente a servizio solo dei binari ferroviari) tra Largo Gennarelli e viale Mazzini; e poi la riqualificazione della stazione di Campo di Marte, per cui è in corso un dialogo con RFI, che si occupa delle infrastrutture ferroviarie.

Un aspetto fondamentale di questo percorso, che vorrei evidenziare, è quello economico: ci siamo dati come criterio quello di non dirotteremo un euro dai servizi ai cittadini. Non spenderemo un euro in più rispetto a quanto già il Comune spende oggi per il Franchi e non toglieremo un solo euro dall’impiantistica sportiva di tutta la città, che invece, proprio come tutto il tessuto economico della città, sarà arricchita da questa operazione. Anche se il restyling del Franchi sarà un progetto pubblico, noi non graveremo sulle tasche dei fiorentini. Questo per noi è un aspetto fondamentale, irrinunciabile.

Ci siamo già attivati per la raccolta di risorse da parte del governo e dall’Europa e siamo pronti ad attivare i migliori canali di finanziamento possibili, dalla Banca europea degli investimenti, alla Cassa depositi e prestiti, all’Istituto del Credito sportivo. La parte di investimento a carico del Comune sarà comunque ripagata dalla valorizzazione e concessione dei nuovi spazi privati e dall’adeguamento del canone di concessione dell’impianto sportivo. È un’operazione sostenibilissima, che non avrà alcuna ripercussione negativa sui bilanci del Comune, anzi.

Infine, tra i lavori per tramvia, il restyling dello stadio e la riqualificazione della aree circostanti, tra cui la stazione di Campo di Marte, abbiamo stimato un investimento complessivo sull’area di 500 milioni di euro che comporterà l’attivazione di più 1000 posti di lavoro. È un messaggio fortissimo di fiducia, di speranza, di stimolo in un moment o molto difficile e complesso per la nostra città. Ma quando ci sono le sfide vanno raccolte, per questo vogliamo andare avanti: perché Firenze ha bisogno della nostra amministrazione, di una visione chiara e anche di coraggio. E a noi il coraggio non manca. Pensiamo, quindi, ad un investimento che aumenterà l’attrattività di tutto il quartiere e di tutto il quadrante a sud est di Firenze, non solo il quartiere 2, in una connessione con il Centro tecnico, che si dovrà realizzare nei prossimi mesi. E poi ricordiamo il recupero dei flussi turistici, il miglioramento della qualità, con turisti più giovani e contenitori nuovi per una fruizione di lungo periodo con soggiorni più lunghi, attraverso l’offerta di un complesso moderno in cui si possa non solo assistere ad eventi sportivi o spettacoli, ma anche vivere le proprie esperienze di vita quotidiana e lavorativa.

Questo è l’obiettivo, cari colleghi, che intendiamo portare in fondo. È un obiettivo che parte da atti già concreti ed è una grande opportunità per tutta la città e credo, anzi ne sono convinto, per la stessa Fiorentina perché noi consegneremo alla società un impianto moderno, innovativo, competitivo, più bello e sicuramente più redditizio. Questo lo facciamo per i tifosi, lo facciamo per i fiorentini e lo facciamo per onorare la storia di Firenze perché la nostra città non può mettere in campo progetti di basso livello e non può soltanto adagiarsi sugli allori del passato. Questo progetto del nuovo stadio Franchi è diventata la miccia che punta a una riqualificazione strategica di un intero pezzo di Firenze, un progetto che ci impegnerà nei prossimi anni e che ci renderà orgogliosi di avere una squadra con una grande storia perché la Fiorentina è patrimonio di tutti i fiorentini ed è per noi una grande sfida.

Confido nel supporto del Consiglio comunale, perché dovremo fare molte cose insieme e credo che un progetto del genere possa davvero essere un terreno di collaborazione con tutte le forze politiche, può essere un terreno di dialogo tra le forze di maggioranza e le forze di opposizione, può essere un laboratorio di collaborazione istituzionale che vada anche oltre i nostri egoistici interessi di parte. Attraverso questo progetto possiamo dimostrare di essere una grande classe dirigente di questa città con una visione ambiziosa, strategica e rivolta esclusivamente al bene della nostra città».

Comune, restyling, Stadio Franchi


Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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