Governo Draghi: i commenti della stampa europea, fredda quella tedesca

Mario Draghi e i suoi ministri (Foto ANSA)

ROMA – I riflettori della stampa europea sul nuovo governo Draghi, questi i commenti dei principali quotidiani.

Il nuovo premier ha prestato giuramento dopo essersi assicurato di disporre di una larga maggioranza e aver presentato il suo governo. Con la missione di far uscire l’Italia dalle crisi politica e sanitaria e’ la sintesi di France24.

Le priorita’ dell’esecutivo sono rimediare alla lentezza della giustizia, snellire la burocrazia rendendo l’amministrazione piu’ efficace e lanciare la transizione ecologica coordinata da un ministero ad hoc, il primo del genere in Italia. Draghi, uomo dai capelli sale e pepe formatosi dai gesuiti, avra’ molto da fare, sottolinea la testata.

Ha nominato ministri dalla sinistra all’estrema destra, sottolinea Le Monde sul neo premier, presentatosi come sua abitudine, in giacca, senza cappotto, e giungendo al Quirinale senza il minimo orpello. Anche Conte, con altri fini, aveva rifiutato la comodita’ vellutata delle auto blu. Ma per il quotidiano di Parigi la vera rottura segnata dall’ex presidente della BCE, totalmente assente dai social media, con i suoi predecessori e’ una comunicazione blindata e caratterizzata dalla maggior economia di parole possibile.

Un governo di tecnocrati, veterani della politica e ministri gia’in servizio e’ il nuovo esecutivo italiano per Deutsche Welle.  Mario Draghi e’ colui che alcuni definiscono il salvatore dell’euro e che dovra’  sorvegliare la spesa di oltre 200miliardi di euro per il rilancio dell’economia nazionale.

Per la Frankfurter Allgemeine, la parita’ di genere che Draghi aveva promesso non e’ stata raggiunta, pur avendo realizzato un equilibrio tra tecnici e politici.

Die Zeit rileva che nel nuovo gabinetto l’uomo piu’ importante e’ il ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco e che viene introdotto il ministero del turismo separatamente da quello della cultura. Segno che il futuro premier assegna grande priorità a questo settore che contribuisce al 13% del PIL italiano.

 

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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