Covid: a Firenze due casi di variante indiana. Un’infermiera vaccinata e un paziente non vaccinato

FIRENZE – L’Asl Toscana Centro ha comunicato stasera, 11 marzo, attraverso una nota, che sono due i casi di variante indiana del Covid registrati a Firenze. Secondo quanto spiegato dall’ Asl, al caso dell’infermiera, immunodepressa, che ha contratto l’infezione dopo aver avuto due dosi di vaccino Pfizer, si aggiunge quello di un uomo, non vaccinato, ricoverato all’ospedale fiorentino di Ponte a Niccheri. Tra i due, secondo quanto precisato, non si è mai verificato nessun contatto.

La mutazione del virus era stata riscontata sull’infermiera che aveva completato il ciclo di vaccinazione con Pfizer. La donna si è ammalata fino al ricovero in ospedale ma successivamente è guarita. Quindi la rivelazione dell’Asl Toscana Centro con il secondo caso che provoca comprensibile preoccupazione, visto che l’estendersi del virus mutante non è rimasta circoscritta a un caso isolato.

In seguito alla prima scoperta della variante indiana, il presidente dell’Ordine dei medici di Firenze, aveva dichiarato: «A Firenze si e’ registrato il primo caso di variante indiana del Covid-19. Ad oggi sono 347 i casi segnalati in Italia per questa variante e se ne contano solo qualche migliaio in tutto il mondo. Gli attuali vaccini purtroppo sembrano non siano in grado di bloccarla. Le prove di laboratorio hanno dimostrato come gli anticorpi neutralizzanti che si formano a seguito della vaccinazione non riescono ad offrire protezione contro questa particolare variante».

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Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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