Sei concerti fra il 25 marzo e il 20 maggio

Firenze: l’Orchestra della Toscana (ORT) torna in streaming con Daniele Rustioni e Ilya Gringolts al violino

Daniele Rustioni con l’ORT (©Marco Borrelli)

FIRENZE – Partita dal tema del viaggio nell’anno di Dante, l’Orchestra della Toscana (ORT) dedica la sua seconda parte di «Musica Divina» all’alternanza di Luce e Oscurità, con sei nuovi concerti in streaming gratuito il giovedì alle 21; prima data 25 marzo con Daniele Rustioni sul podio e Ilya Gringolts al violino; in programma Prokof’ev e Haydn. I concerti, quasi tutti registrati al dal Teatro Verdi, sono trasmessi sul canale YouTube e sulla pagina Facebook dell’Orchestra. Sono registrati, ma con partecipazione attiva del pubblico via chat, che trova sempre qualcuno dell’ORT a rispondere. In chiave dantesca, la totale assenza di luce è l’Inferno. Il viaggio di Dante è un viaggio verso la luce, che parte dal buio (quello della condizione umana imperfetta) verso la visione di Dio nel Paradiso. Ospiti in calendario giovani direttori e solisti di fama internazionale, che, come Dante, si fanno strada tra i contrasti sonori che dal Settecento di Haydn si sono susseguiti fino al XXI secolo.

Di Haydn sono Le sette ultime parole di nostro Redentore in croce, che vengono proposte al pubblico a 11 anni dall’incisione discografica dell’ORT. È il tema del Concerto di Pasqua in programma il 1 aprile dal Cenacolo di Santa Croce, unico appuntamento fuori dal Teatro Verdi. Sul podio Daniele Rustioni dirige l’orchestra formata di soli archi e la voce di Giovanni Scifoni, interprete dei nuovi testi commissionati a Davide Rondoni che inframezzeranno le nove sonate. L’opera di Haydn, che ci immerge nel buio più oscuro (le parole di Cristo che, completamente uomo, si spoglia della sua divinità), ha segnato le basi di una nuova epoca, quella dello stile classico, in cui si è contraddistinto il suo allievo Beethoven. Del compositore tedesco ascolteremo i toni scuri e imponenti della celebre Quinta (22 aprile con Dalia Stasevska al suo debutto sul podio dell’ORT) e la Settima Sinfonia, esplosione di vitalità, gioia e armonia (20 maggio, direttore Paolo Bortolameolli).

Parte del cartellone è incentrato sul Novecento, che tra guerre, boom economico, sviluppo tecnologico e sperimentazione, abbonda di alternanze tra chiaro e scuro; c’è anche un pizzico di contemporaneità con la prima esecuzione assoluta di Light Cloud, Dark Cloud (d’après Rothko) per clarinetto e orchestra di Daniela Terranova, brano commissionato dalla Fondazione ORT circa un anno fa, è interpretato dalla prima parte dell’ORT Marco Ortolani e diretto dal cremonese Jader Bignamini (9 aprile), e con Andrea Battistoni, che dal podio dirige il suo Grand Guignol. Grotesque-Burlesque per fagotto e orchestra (29 aprile).

Giovedì 25 marzo di Prokof’ev ascolteremo due brani scritti in due momenti diversi anche se accumunati dal viaggio: il primo verso l’America, il secondo nel ritorno dopo 18 anni verso la madre patria, l’Unione Sovietica. Con la Sinfonia Classica (così definita dall’autore che prende spunto dal repertorio tradizionale, fresco dagli studi in conservatorio) Prokof’ev decide di scrivere una sinfonia nello stile di Haydn “nella convinzione che se Haydn fosse vissuto ai giorni nostri avrebbe serbato parte del suo vecchio stile, pur accettando nello stesso tempo qualcosa di nuovo”. Il risultato è un’opera che riunisce tradizione e modernità, che reinventa un passato mai esistito fino a proporlo come paradiso perduto e non recuperabile, in appena 15 minuti di musica bellissima. Nel Concerto n.2 per violino del 1935, si coglie la maturità dell’autore reduce dall’esperienza occidentale. Il brano mischia spezzoni melodici chiaramente riconducibili alla tradizione popolare russa con il cosmopolitismo quasi randagio di cui aveva vissuto negli ultimi anni prima del rientro in patria in piena epoca staliniana, spinto dal desiderio di essere utile alla causa del socialismo (e quanto se ne pentirà poi!). Interprete al violino è un russo, il trentottenne Ilya Gringolts. Da quando nel 1998 si è aggiudicato il Premio Paganini diventandone il più giovane vincitore, la sua carriera è stata un’escalation di successi, suonando con le maggiori orchestre internazionali. Nel 2008 ha fondato il Quartetto Gringolts raccogliendo apprezzamenti in tutto il mondo. Nel 2013 incide Ventiquattro Capricci per violino solo di Paganini (Orchid Classic), ottenendo successo da critica e pubblico, e lo scorso gennaio è uscito per BIS Records il suo ultimo disco Il labirinto armonico, con la Finnish Baroque Orchestra su musiche di Pietro Locatelli. In chiusura la Sinfonia degli addii di Haydn: il Kappelmaister di corte Esterházy traduce in gesto creativo un momento di impegno civile, facendosi portavoce del malcontento dei musicisti di corte, impegnati fuori casa più a lungo del solito, lontani dalle proprie famiglie. Haydn, da uomo saggio e astuto, compose questa sinfonia così particolare e sorprendente, nella struttura, nella tonalità inusuale (fa diesis minore), che agli orecchi colti e attenti del principe Nikolaus non sarebbe certo passata inosservata. A chiusura del lavoro pone un adagio, durante il quale tutti gli strumentisti dell’orchestra abbandonano uno dopo l’altro il loro posto (a quell’epoca, spegnendo anche la relativa candela). La cronaca ci tramanda che il principe, divertito dall’originalità della «rivendicazione» indiretta, colse il messaggio disponendo il ritorno della corte a Eisenstadt. La Sinfonia degli addii aveva raggiunto lo scopo. Anche una vertenza sindacale, in mano ad un genio, può diventare un capolavoro.

Musica Divina 2021 – LUCE e OSCURITÀ

giovedì 25 marzo ore 21: Daniele Rustioni direttore, Ilya Gringolts violino. Prokof’ev, Sinfonia n.1 op.25  Sinfonia classica; Prokof’ev, Concerto n.2 per violino e orchestra op.63; Haydn, Sinfonia n.45  Sinfonia degli addii

giovedì 1 aprile ore 21 – Cenacolo di Santa Croce, Concerto di Pasqua: Daniele Rustioni direttore, Giovanni Scifoni voce recitante con un nuovo testo di Davide Rondoni – Haydn, Le sette ultime parole del nostro Redentore in croce (versione per archi)

giovedì 8 aprile ore 21: Jader Bignamini direttore, Marco Ortolani clarinetto. Terranova, Light Cloud, Dark Cloud (d’après Rothko) per clarinetto e orchestra (2019), prima esecuzione assoluta; Copland, Concerto per clarinetto e orchestra d’archi (1948); Mendelssohn, Sinfonia n.3 op.56 Scozzese

giovedì 22 aprile ore 21: Dalia Stasevska direttore, Francesca Dego violino. Beethoven, Sinfonia n.5 op.67; Sibelius, Concerto per violino e orchestra op.47

giovedì 29 aprile ore 21: Andrea Battistoni direttore, Paolo Carlini fagotto. Casella, Divertimento per Fulvia op.64 (1940); Rota, Concerto per fagotto e orchestra (1977); Battistoni, Grand Guignol. Grotesque-Burlesque per fagotto e orchestra (2018); Menotti, Sebastian, suite dal balletto (1944)

giovedì 20 maggio ore 21: Paolo Bortolameolli direttore, Julian Steckel violoncello. Šostakovič, Concerto n.1 per violoncello e orchestra op.107; Beethoven, Sinfonia n.7 op.92

La trasmissione in streaming verrà effettuata contemporaneamente sul canale YouTube e sulla pagina Facebook dell’Orchestra della Toscana.

Continua anche il progetto discografico firmato ORT, con una seconda sessione di registrazioni (dopo quelle con Enrico Dindo) che vedranno sempre impegnato Daniele Rustioni questa volta accompagnato al pianoforte da Pietro De Maria nel tema monografico dedicato a Fryderyk Chopin.

 

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