Decreto covid, bozza: scuole aperte senza deroghe. Sanitari: vaccino obbligatorio. Dopo Pasqua stop visite ai parenti

ROMA – Mario Draghi, sta ultimando il nuovo decreto covid, in vigore dal 7 al 30 aprile, che sarà approvato oggi, 31 marzo, dal consiglio dei ministri. Firenze Post è in grado di dare alcune anticipazioni del provvedimento.

SCUOLA – Si torna in classe fino alla prima media in tutta Italia, zone rosse comprese, e i governatori non potranno emanare ordinanze più restrittive per sospendere l’attività in presenza. Lo prevede la bozza del decreto atteso nel pomeriggio in Cdm. «Dal 7 aprile al 30 aprile è assicurato in presenza sull’intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi fino alla prima media, si legge nella bozza. Una disposizione che non può essere derogata da provvedimenti dei Presidenti delle Regioni e, delle Province autonome”. In zona arancione e gialla la presenza è fino alla terza media e con un minimo del 50% alle superiori.

NESSUNA ZONA GIALLA – E’ quanto prevede la bozza del nuovo decreto legge Covid, che è atteso nel pomeriggio in Cdm e proroga il dpcm dello scorso 2 marzo ,prevedendo misure anti contagio più rigide dal 7 aprile e per tutto il mese. La bozza prevede che si applichino solo misure da zona arancione e rossa, ma dispone per il Cdm la possibilità di prevedere deroghe nel caso di bassi contagi e dati particolarmente buoni della campagna di vaccinazione. Il provvedimento, come annunciato, contiene anche lo scudo penale per i vaccinatori, l’obbligo di vaccino per il personale sanitario e le regole per i concorsi pubblici.

STOP VISITE AI PARENTI – Fino al 30 aprile nelle zone rosse non sarà consentito andare a trovare parenti o amici una volta al giorno e in massimo due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) come invece sarà permesso nel weekend di Pasqua quando tutta Italia sarà in rosso. E’ quanto prevede la bozza del decreto che verrà discusso in Cdm. Le visite, sempre una sola volta al giorno e sempre in non più di due persone, saranno invece consentite in zona arancione, all’interno del comune di residenza.

PERSONALE SANITARIO – Avranno l’obbligo di vaccinarsi coloro che esercitano le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali. È quanto prevede la bozza del decreto che il Cdm deve approvare oggi. La vaccinazione sarà requisito essenziale per l’esercizio della professione. Per chi rifiuta è previsto lo spostamento a mansioni, anche inferiori, con il “trattamento corrispondente alle mansioni esercitate. Se ciò non è possibile, per il periodo di sospensione non è dovuta retribuzione. Ma la sospensione dei sanitari no vax durerà al massimo sino al 31 dicembre del 2021. Lo stabilisce sempre la bozza del Dl oggi all’esame del Consiglio dei ministri. La sanzione scadrà prima se gli interessati ci ripenseranno e si sottoporranno alla vaccinazione o comunque al completamento del piano vaccinale. La sospensione interverrà solo se non sarà possibile l’assegnazione a mansioni diverse del lavoratore che non implicano il rischio di diffusione del contagio.

 

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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