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Spionaggio per la Russia: Biot non risponde al giudice. E resta in carcere

Il militare Biot, accusato di spionaggio pèr la Russia

ROMA – Non ha risposto al giudice che lo ha interrogato, e quindi resterà in carcere, Walter Biot, il militare arrestato ieri per l’accusa di spionaggio. Lo ha deciso il gip di Roma, Antonella Minunni, che ha sciolto la riserva al termine dell’udienza di convalida emettendo una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Biot è attualmente detenuto a Regina Coeli.

L’ufficiale della Marina non ha risposto al gip. Nel corso dell’interrogatorio di convalida e garanzia, dopo l’arresto in flagranza martedì sera, il militare ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il difensore ha chiesto al giudice gli arresti domiciliari. La Procura ha ribadito la misura del carcere. Il giudice si è riservato di decidere.

«Sono frastornato e disorientato ma pronto a chiarire la mia posizione», è quanto affermato da Biot davanti al Gip di Roma nel motivare la decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il militare, difeso dall’avvocato Roberto De Vita, ha contestato la ricostruzione della vicenda ma ha chiesto tempo per raccogliere le idee e quindi potere affrontare l’interrogatorio con gli inquirenti che lo accusano di spionaggio.

Sono Alexey Nemudrov, addetto navale e aeronautico dell’ambasciata russa a Roma, e Dmitri Ostroukhov, impiegato nello stesso ufficio della sede diplomatica, i due funzionari russi espulsi dall’Italia dopo il caso di spionaggio che ha coinvolto Biot. Lo si apprende da fonti generalmente bene informate



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