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Vini della Maremma: grande pubblicità a new York e negli Usa

Costa maremmana l'Argentario
Costa maremmana: l’Argentario

GROSSETO – Anche se abbiamo ovviamente potuto partecipare solo virtualmente agli eventi negli Stati Uniti, è stato importante vedere con quanta curiosità e interesse gli operatori del settore si siano approcciati ai vini della Maremma e al territorio da cui provengono”. Ad affermarlo il presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, Francesco Mazzei, che assieme al direttore Luca Pollini ha ‘guidato’ gli ospiti durante le degustazioni presentate da professionisti come Laura De Pasquale, Jeremy Parzen, Shawn Dore e Regina Rousseau.

Le aziende che hanno conquistato il grande interesse da parte di coloro che hanno partecipato a questo tour negli Stati Uniti – circa 50 operatori selezionati in ogni città – sono: Alberto Motta, Argentaia, Belguardo, Cantina ‘I Vini di Maremma’ Sac, Cantina LaSelva, Castelprile – Prelius, Fattoria di Magliano, FattoriaIl Casalone, Fattoria Mantellassi, Fattoria San Felo, I Cavallini, La Biagiola, Le Sode di Sant’Angelo, Podere San Cristoforo, Poggio Cagnano, Querciabella, Sassotondo, Sequerciani, Tenuta Casteani, Tenuta Montauto, Villa Pinciana.

”È stata una scommessa vinta quella di voler ripartire in questo complicato 2021 da un Paese dove abbiamo ancora molto da fare e siamo solo all’inizio; la volontà è di aumentare la notorietà dei nostri vini e migliorarne il posizionamento, e l’entusiasmo da parte del pubblico coinvolto in queste quattro tappe – sommelier, ristoratori, importatori, buyer e giornalisti – ci fa intendere di aver intrapreso una giusta strada, sudi un mercato in crescita continua”, continua Mazzei. La formula degli eventi – organizzati in collaborazione con Ieem (International Event & Exhibition Management) e che si sono svolti tutti durante il mese di marzo – è stata la stessa in tutte le tappe, una masterclass dedicata a uno dei focus della Denominazione e un banco d’assaggio con circa 40 etichette. ”Sono piaciuti molto gli approfondimenti sui bianchi, rossi/rosati autoctoni e anche sui rossi e bianchi internazionali oppure ancora sui rossi ottenuti da blend”, racconta il direttore del Consorzio, Luca Pollini, spiegando che ”il pubblico è rimasto colpito dalla varietà della proposta enologica che resta sicuramente un plus della Denominazione”. “Abbiamo presentato un ventaglio di tipologie diverse di vini, che anche quando hanno la stessa base ampelografica si propongono con espressioni molto differenti tra loro, grazie alla variabilità delle condizioni pedoclimatiche della zona di produzione. Questo è ciò che rende unica la Maremma e che affascina chi la scopre, riuscendo ad abbracciare un pubblico molto ampio di estimatori”, aggiunge

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