La fretta del Presidente

Covid-19: Francia supera 100.000 morti, Macron vuole riaprire, governo frena

Emmanuel Macron

PARIGI – La Francia ha superato la soglia dei 100.000 morti per Covid-19 dall’inizio della pandemia. Lo hanno annunciato le autorità sanitarie. E proprio nel giorno di quest’annuncio, il Presidente Macron, secondo voci di stampa, vorrebbe comunque accelerare per le riaperture. per mantenere la promessa fatta a marzo, riaperture il 15 maggio.

Ma i dati di oggi sembrano mettere un macigno sulle intenzioni presidenziali. Con circa 300 nuovi decessi annunciati da Santé Publique France, il Paese ha superato la soglia simbolica dei 100.000 nella giornata di oggi, stando ai conti ufficiali.  Superando la soglia dei 100000, il Paese raggiunge in Europa la Gran Bretagna (127.000) e l’Italia (115.000), ma altri Paesi come il Belgio e il Portogallo continuano ad avere una mortalità più elevata della Francia considerando il numero di abitanti.

La scommessa di una riapertura progressiva a partire da metà maggio di tutte quelle attività ad oggi chiuse a causa delle restrizioni è però cruciale per la credibilità del presidente. L’annuncio era stato fatto il 31 marzo, in occasione di un discorso alla nazione tenuto per presentare la nuova stretta, ma al momento l’obiettivo di un ritorno progressivo ala normalità in un mese sembra essere un miraggio vista la situazione sanitaria. La Francia ha superato la soglia dei 100 mila per Covid-19 dall’inizio della crisi, mentre la pressione sugli ospedali resta forte, con 5.952 pazienti in rianimazione annunciati ieri. Una situazione che non vede miglioramenti, almeno sul breve termine: Il picco dei ricoveri non è ancora stato raggiunto, questo significa che abbiamo davanti a noi giorni difficili, ha riconosciuto il portavoce del governo, Gabriel Attal. Anche altri membri dell’esecutivo hanno cercato di frenare l’entusiasmo del loro presidente in questi ultimi giorni: per il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, cominciare a riaprire dal 15 maggio è solo una ipotesi, mentre la ministra del Lavoro, Elisabeth Borne, spiega che tutto dipenderà dall’evoluzione della pandemia.

Macron, però, vuole mantenere fede alla promessa, per questo ha convocato  all’Eliseo un vertice per studiare il calendario e i programmi sanitari. Oltre al primo ministro Jean Castex, sono presenti diversi membri dell’esecutivo, ognuno con il proprio protocollo preparato per l’occasione. Nessun annuncio previsto al termine dell’incontro. Macron dovrebbe tenere un nuovo discorso entro la fine del mese per comunicare le decisioni prese.

L’obiettivo è quello di dare un po’ di ossigeno ai francesi cominciando da bar, ristoranti, musei, teatri ed altri luoghi destinati ad accogliere del pubblico. Il tutto, con un programma concreto e strutturato, sul quale poter costruire una ripresa sociale ed economica, oltre che sanitaria.

Secondo delle informazioni riportate da BfmTv, il presidente “non sopporterebbe” l’idea di rinviare ulteriormente l’inizio di un ritorno alla normalità, per questo starebbe puntando ad un programma scaglionato, cominciando in un primo momento con la riapertura delle terrasse, i tavolini all’esterno di bar e ristoranti, fino ad arrivare ad un ritorno nei locali che accolgono il pubblico per questa estate. Le immagini dei pub riaperti sull’altra sponda della Manica fanno morire di invidia i francesi, che dal 30 ottobre non possono più prendere i loro apéro seduti nei bistrot.

Per questo Macron vuole accendere una luce per mostrare la fine del tunnel e, soprattutto, riguadagnare la fiducia dei francesi, che secondo un sondaggio di Elabe pubblicato ad inizio aprile ha perso un punto scendendo al 33 per cento.

In questo momento Macron cerca una risalita, visto che i sondaggi danno un testa a testa con la storica rivale Marine Le Pen al secondo turno. Una sfida che, secondo l’ultima inchiesta di Elabe per BfmTv, dovrebbe essere vinta ancora una volta dal presidente uscente con il 56 per cento dei voti. Le Pen, con il restante 44 per cento, incasserebbe 10 punti in più rispetto al risultato del 2017. Previsioni poco rosee per il futuro presidente-candidato, che proprio oggi durante una visita al cantiere di Notre Dame a Parigi ha ancora una volta invitato la Francia a proiettarsi verso il futuro. “Reggeremo e ricostruiremo”, ha detto Macron, facendo un parallelo tra i lavori per la ricostruzione della cattedrale andata semi-strutta in un incendio scoppiato due anni fa e l’attuale situazione del Paese.

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Ezzelino da Montepulico


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