Gaza: Francia propone risoluzione a Consiglio sicurezza Onu

(Photo by MAHMUD HAMS / AFP)

NEW YORK – Risoluzione proposta dalla Francia. La proposta arriva al Consiglio di sicurezza dove gli Usa hanno bloccato per otto giorni una dichiarazione sul conflitto israelo-palestinese. L’ambasciatore cinese all’Onu, Zhang Jun, ha detto di aver saputo della proposta e che la Cina la sostiene senz’altro gli sforzi per mettere fine alla crisi. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha partecipato oggi a una riunione trilaterale con il presidente egiziano Al Sisi e il re di Giordania in cui è stato deciso di lanciare un’iniziativa umanitaria per la popolazione civile di Gaza in collegamento con le Nazioni Unite. Lo hanno reso noto stasera fonti dell’Eliseo. Le fonti francesi hanno sottolineato che Egitto e Giordania sono attualmente in pace con Israele e sono protagonisti influenti nei luoghi santi per la Giordania e su Gaza per gli egiziani. I tre governi si sono messi d’accordo su una risoluzione basata su tre semplici elementi: cessazione dei lanci di razzi, cessate il fuoco e risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu sulla questione.

Washington ritiene che una dichiarazione pubblica del Consiglio di Sicurezza Onu non aiuterebbe a calmare le tensioni tra israeliani e palestinesi. Lo ha ribadito nel corso della riunione a porte chiuse dei Quindici l’ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield, secondo quanto è stato riferito da fonti diplomatiche. Non siamo stati in silenzio, il nostro obiettivo è stato e continuerà ad essere quello di un intenso impegno diplomatico per porre fine a questa violenza, ha detto l’ambasciatrice. Il presidente Joe Biden ha espresso il sostegno per un cessate il fuoco. E quindi dovrebbe appoggiare la risoluzione.

L’Egitto ha proposto, attraverso canali privati un cessate il fuoco tra Israele e Hamas a partire da alle 6 di mattina (ora locale) di giovedì prossimo. Lo riporta la tv israeliana Canale 12 che cita fonti palestinesi secondo cui Hamas ha accettato mentre Israele non ha risposto. Tuttavia, un membro della leadership di Hamas, Izzat al-Rishq, ha smentito le indiscrezioni dei media israeliani su un imminente cessate il fuoco mediato dall’Egitto. Non è vero ciò che alcuni media nemici hanno riferito, ovvero – ha detto in un comunicato ripreso da Times of Israel – che Hamas abbia concordato ad un cessate il fuoco per giovedì. Nessun accordo o uno specifico calendario per questo è stato raggiunto. Al-Rishq ha tuttavia aggiunto che gli sforzi per coordinare una tregua, guidati dall’Onu, dall’Egitto, dal Qatar e da altri paesi sono in corso. Pur sottolineando che gli sforzi e i contatti dei mediatori sono seri e continui, le richieste della nostra gente – ha concluso – sono chiare e ben note.

Usa e Ue sono in pressing per far tacere le armi nel conflitto israelo-palestinese, entrato ormai nella seconda settimana di violenze. Ma per ora non si intravede una svolta, anche se si continua a lavorare per sciogliere i nodi della possibile tregua. In campo anche il Vaticano che, per bocca del segretario di Stato Pietro Parolin, si è detto impegnato a “prendere qualsiasi iniziativa per arrivare al cessate il fuoco e alla ripresa del negoziato diretto”.

Il capo della diplomazia europea Josep Borrell ha chiesto l’immediata cessazione delle violenze e l’attuazione di un cessate il fuoco al termine di una videoconferenza straordinaria dei ministri degli Esteri dell’Ue. L’obiettivo è di proteggere i civili e di permettere l’accesso umanitario a Gaza”, ha spiegato, definendo “inaccettabile” il “numero elevato delle vittime civili, comprese donne e bambini. Ma ancora una volta l’Ungheria di Viktor Orbán ha fatto mancare il suo sostegno, unico Paese dei 27 Stati membri. Al vertice è intervenuto anche il capo della diplomazia italiana, Luigi Di Maio: Condanniamo il lancio indiscriminato di razzi da Gaza, è inaccettabile e deve cessare, come è inaccettabile che si metta in discussione il diritto di Israele a esistere. Riconosciamo il diritto legittimo di Israele di proteggere la propria popolazione, ma la risposta militare israeliana deve essere proporzionata e volta a prevenire ulteriori vittime civili.

Giovedì intanto verrà convocata l’assemblea generale dell’Onu, mentre il consiglio di sicurezza è tornato a riunirsi d’urgenza a porte chiuse per la quarta volta, dopo che gli Usa finora hanno bloccato dichiarazioni che secondo Washington potrebbero ostacolare o nuocere alla sua diplomazia intensa ma discreta. Un’attività dietro le quinte che però fa salire la pressione sull’amministrazione Biden sia da parte della comunità internazionale che dal partito democratico, dove aumentano le voci per una presa di posizione più forte e netta per fermare Israele. Per questo nella sua quarta telefonata al premier israeliano Benjamin Netanyahu, Biden ha espresso per la prima volta il suo sostegno ad un cessate il fuoco. Ma senza fissare scadenze e ribadendo il suo fermo sostegno al diritto di Israele di difendersi contro gli indiscriminati attacchi di razzi di Hamas, pur incoraggiandola a fare ogni sforzo per garantire la protezione di civili innocenti. In quella che è la prima crisi mediorientale della sua presidenza, Biden vuole evitare il rischio politico che i suoi appelli siano ignorati e di restare impantanato in uno scacchiere che era l’ultima delle sue priorità.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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