Firenze, Maggio Musicale: ecco il ricco programma della Stagione 2021-2022, con 9 opere e 13 concerti

«Così fan tutte», che apre la stagione il 30 agosto (© Michele Monasta-Teatro del Maggio)

FIRENZE – È stato appena presentato il programma della Stagione 2021-2022 del Maggio Musicale Fiorentino: nove opere (oltre a due riduzioni per bambini), 13 concerti, i tour, le orchestre ospiti, l’inaugurazione del nuovo Auditorium il 22 dicembre (con la Messa a quattro voci, detta anche Messa di Gloria, di Puccini); molte conferme e riprese di titoli saltati durante i mesi di zona rossa o arancione e qualche novità. La stagione d’opera e concerti partirà il 30 agosto per arrivare al 9 aprile 2022, prima dell’apertura dell’84a edizione del Festival, che inizierà il 12 aprile.

L’Auditorium non avrà solo concerti, ma anche opere, specie da gennaio a settembre, quando la sala grande del teatro sarà chiusa per finire il palco (la riaprirà Zubin Mehta nel settembre 2022).

Daniele-Gatti-Direttore principale del Teatro per il prossimo triennio sarà Daniele Gatti (che in città o in tour farà una venticinquina di date all’anno divise in tre periodi; il filo conduttore sarà illustrato in un’altra conferenza stampa l’8 luglio), mentre resta direttore onorario a vita Zubin Mehta (che salirà sul podio 30 volte, 22 per opere e il resto per i concerti, più una decina di date in tour); entrambi saranno impegnati sia sul fronte della musica sinfonica sia su quello dell’opera lirica. Tornerà Riccardo Muti, per un concerto con l’Orchestra Cherubini e uno con Orchestra e Coro del Maggio. Gatti inaugurerà il Festival con Orphee et Eurydice di Gluck; segue Romeo et Juliette.

Le orchestre ospiti saranno l’Orchestra del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, l’Orchestra Mozart, l’Orchestra Cherubini, l’Orchestra di Montecarlo.

Queste le 9 opere liriche in stagione : Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart , La traviata di Giuseppe Verdi, Linda di Chamounix di Gaetano Donizetti, Falstaff di Giuseppe Verdi, Madama Butterfly di Giacomo Puccini, Fidelio di Ludwig van Beethoven, Die Fledermaus di Johann Strauss Jr., Lo sposo di tre, e il marito di nessuna di Luigi Cherubini, L’amico Fritz di Pietro Mascagni. Due opere per i ragazzi e le scuole: la Cenerentola per i bambini di Gioachino Rossini nella riduzione e con la regia di Peter Ulrich e il Così fan tutti, l’amore è un gioco tratto da Wolfgang Amadeus Mozart in collaborazione con Venti Lucenti e la regia di Manu Lalli.

Sul podio, in stagione lirica John Eliot Gardiner (con «Falstaff»), Diego Fasolis, Riccardo Frizza, Michele Gamba, Francesco Ivan Ciampa. Per la stagione concertistica Riccardo Muti, Daniele Gatti, Christoph von Dohnányi, John Eliot Gardiner, Valery Gergiev, Charles Dutoit, James Conlon, Franz Welser-Möst.

La stagione sinfonica, preceduta da due trasferte il 14 agosto a Grafenegg e il 15 agosto a Budapest con due concerti diretti da Zubin Mehta e il pianista Rudolf Buchbinder, conta 13 concerti con l’Orchestra del Maggio (8 diretti da Zubin Mehta, 1 da Christoph von Dohnányi, 1 da John Eliot Gardiner, 1 da James Conlon, 1 da Daniele Gatti e 1 da Franz Welser-Möst), un concerto con l’ Orchestra Mozart diretta da Daniele Gatti, un concerto dell’ Orchestra del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, sul podio Valery Gergiev, e Charles Dutoit con l’Orchestra di Montecarlo e la partecipazione di Martha Argerich. In settembre è in programma un concerto dell’Orchestra Cherubini, diretta da Riccardo Muti, con la partecipazione di professori dell’Orchestra del Maggio e degli artisti del Coro del Maggio e dell’Orchestra e del Coro dell’Arena di Verona.

La prima opera sarà «Così fan tutte» di Wolfgang Amadeus Mozart con la direzione di Zubin Mehta e la regia di Sven-Erich Bechtolf, già prevista per l’anno scorso e andata in streaming il 28 marzo; aprirà la stagione il 30 agosto con tre repliche l’ 1, il 4 e il 6 settembre; nel cast Valentina Naforniţă che dalla Wiener Staatsoper ha spiccato il volo affermandosi nei più importanti teatri europei nel ruolo di Fiordiligi, Vasilisa Berzhanskaya (Dorabella), l’americano Matthew Swensen (Ferrando), Mattia Olivieri (Guglielmo), Benedetta Torre (Despina), già ascoltata al Maggio nella Missa Defunctorum di Paisiello diretta da Riccardo Muti, e il baritono Thomas Hampson (Don Alfonso).

Zubin Mehta dirige la seconda opera, La traviata di Giuseppe Verdi. Davide Livermore firma la regia per questo nuovo allestimento, dopo il Rigoletto di febbraio (e prima de «Il trovatore», nel 2023); la data è 17 settembre con repliche il 22, 24, 28 e il 2 e 5 ottobre. Nel ruolo di Violetta il soprano Nadine Sierra, al suo debutto sia come Violetta sia al Maggio; nel ruolo di Alfredo, Francesco Meli e in quello di Germont si alterneranno Leo Nucci e Placido Domingo. Caterina Piva sarà Flora, e la compagnia si completa con Francesco Venuti (barone Duphol), Luca Bernard (Gastone), William Corrò (marchese d’Obigny), Emanuele Cordaro (dottor Grenvil), Caterina Meldolesi (Annina). Le scene sono di Giò Forma, i costumi di Mariana Fracasso e le luci di Antonio Castro.

In contemporanea si vede finalmente dal vivo, dopo l’apprezzabile streaming di gennaio, «Linda di Chamounix» (mai rappresentata nelle stagioni del Maggio) con la stella del Belcanto Jessica Pratt, che sarà anche Zerbinetta in «Ariadne auf Naxos» di Strauss durante l’84° Festival; la prima è il 21 settembre e le repliche il 23, 30 e il 3 ottobre. Sul podio l’ottimo Michele Gamba ; la regia è firmata da Cesare Lievi; nel cast anche Teresa Iervolino (Pierotto), il tenore Francesco Demuro nella prima recita seguito da Giulio Pelligra (Carlo) nelle altre recite, Vittorio Prato (Antonio), Marina De Liso (Maddalena), Fabio Capitanucci (marchese di Boisfleury), Michele Pertusi (prefetto) e Antonio Garés (un intendente). Le scene e i costumi sono di Luigi Perego le luci di Gigi Saccomandi.

Il 19 novembre dopo le lunghe tournée di ottobre e novembre, quarta opera: l’atteso e nuovissimo allestimento di Falstaff di Giuseppe Verdi con uno dei massimi direttori dei nostri tempi, il maestro John Eliot Gardiner; la regia affidata a Sven-Erich Bechtolf (con il suo rodato staff: Julian Crouch alle scene e Kevin Pollard ai costumi, Alex Brok alle luci e Josh Higgason ai video), protagonista Nicola Alaimo (ruolo da lui debuttato a Pisa nel 2006 e poi consacrato nel 2013 a New York con la direzione di James Levine, da allora una delle sue interpretazioni più acclamate che gli è valsa anche un Premio Abbiati nel 2016). Alaimo torna al Maggio dopo i suoi personali successi come Michonnet nell’Adriana Lecouvreur che ha inaugurato la scorsa edizione del 83esimo Festival del Maggio e di fra Melitone in La forza del destino, diretto da Zubin Mehta con la regia di Carlus Padrissa dello scorso giugno 2021. Con lui Simone Piazzola (Ford), Xabier Anduaga (Fenton), Paolo Antognetti (dottor Cajus), Antiono Garès (Bardolfo), Alessandro Spina (Pistola). Ailyn Pérez (già sentita ne La rondine di Puccini a settembre 2020), sarà Alice Ford, Sara Mingardo sarà Mrs. Quickly, e Meg Page sarà Vasilisa Berzhanskaya; Francesca Aspromonte sarà Nannetta. Le repliche sono il 21, il 23, il 30 novembre e il 3 e 5 dicembre.

Il 9 dicembre (repliche il 12, il 14, il 17 e il 19) va finalmente in scena Madama Butterfly di Giacomo Puccini nel nuovo allestimento di Chiara Muti con la direzione di Francesco Ivan Ciampa, già in cartellone nel novembre dello scorso anno e mai fatta. Le scene sono di Leila Fteita, i costumi di Alessandro Lai, le luci di Vincent Longuemare. Butterfly sarà Svetlana Aksenova che ha trionfato nel ruolo a Zurigo, Berlino, Stoccarda, Londra, Monaco. Nel ruolo di Pinkerton Sergej Skorokhodov, star del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo; Laura Verrecchia sarà Suzuki, Alessandro Luongo sarà Sharpless e con loro Alessio Cacciamani (zio Bonzo), Paolo Antognetti (Goro), Francesca Cucuzza (Kate Pinkerton), Gianluca Margheri (principe Yamadori), Francesco Venuti (Commissario).

Dopo l’inaugurazione col concerto diretto da Zubin Mehta il 22, il nuovissimo Auditorium del Maggio ospiterà il 23 dicembre con repliche il 28, il 30 e in seguito il 2, 5, 7 gennaio 2022, il nuovo allestimento di Fidelio di Ludwig van Beethoven, sul podio Zubin Mehta. Il regista Matthias Hartmann ha immaginato una scena con teli e veli sui quali saranno proiettate e dipinte le celebri Carceri di Giovanni Battista Piranesi. Florestan sarà Peter Seiffert, Don Pizarro sarà Tomasz Konieczny, Leonore sarà Lise Davidsen, uno dei soprani più contesi al mondo per le interpretazioni straussiane, che si alternerà nel ruolo con Elisabeth Strid, anche lei acclamata interprete di questo repertorio; Rocco sarà Franz Josef Selig, uno dei bassi più celebri al mondo; Marzelline sarà Francesca Aspromonte. Fidelio, unica opera lirica nella sua produzione, costò a Beethoven non poche fatiche: ben undici anni di lavori e ripensamenti sfociati in tre versioni dell’opera. Andò in scena per la prima volta il 23 maggio 1814 raccogliendo, finalmente, il tanto agognato consenso. L’opera era in programma in forma di concerto, per celebrare i 250 anniversario beethoveniano, nell’edizione del Festival del 2020, mai realizzata a causa della pandemia.

Dall’irresistibile verve musicale e primo titolo dell’anno nuovo e settimo del cartellone, per tuffarsi gioiosamente nella Vienna degli Strauss, è la nuova produzione con Staatstheater am Gärtnerplatz di Monaco, ancora nella sala grande prima che chiuda per costruire la famosa torre scenica del palco, di cui si parla da dieci anni: Die Fledermaus (Il pipistrello) di Johann Strauss jr. La prima è il 16 gennaio, le repliche il 18, 20, 21, 23. Sul podio Zubin Mehta. Regia e luci di Josef E. Köpplinger, scene di Rainer Sinell, costumi di Alfred Mayerhofer. Nel cast Markus Werba (Gabriel von Eisentstein), Valentina Naforniţă (Rosalinde), Giorgio Berrugi (Alfred), Regula Mühlemann (Adele), Reinhard Mayr (Frank), Marina Viotti (Orlofsky), Liviu Holender (Falke); Daniel Prohaska (Blind), Miriam Albano (Ida), Tobias Moretti, celebre attore austriaco (notissimo anche in Italia per le sue interpretazioni nella serie televisiva del “Il Commissario Rex”), sarà la voce recitante nel ruolo di Frosch.

All’Auditorium, il 22 gennaio, con repliche il 24 e il 4, 6, 8 febbraio si recupera Lo sposo di tre e marito di nessuna di Luigi Cherubini, che avrebbe inaugurato l’edizione del Festival nel 2020: opera di rara esecuzione, mai rappresentata a Firenze prima d’ora, nel nuovo allestimento del Maggio che vedrà sul podio Diego Fasolis; regia di Cesare Lievi e tra gli interpreti Sara Blanch (Donna Lisetta), Ruzil Gatin (Don Martino), Fabio Capitanucci (Don Pistacchio), Arianna Vendittelli (Donna Rosa), Mattia Olivieri (Don Simone), Benedetta Torre (Bettina) e Giulio Mastrototaro (Folletto). Le scene e i costumi sono di Luigi Perego, le luci di Gigi Saccomandi. L’opera, l’unica che il compositore fiorentino scrisse per Venezia, è un dramma giocoso in due atti su libretto di Filippo Livigni debuttò con successo al Teatro San Samuele nel novembre del 1783. Cherubini, al tempo poco più che ventenne, si cimentò con un genere per lui inconsueto, realizzando un divertissement in linea con la tradizione di scuola napoletana pieno di verve musicale e brio; il Maggio si prefigge di riportare all’attenzione del pubblico i componimenti di questo straordinario musicista fiorentino, apprezzatissimo anche da Beethoven.

Chiude la stagione L’amico Fritz di Pietro Mascagni, che manca dal cartellone del Maggio da più di 80 anni, quando fu diretta da Mascagni stesso. La prima è programmata l’1 marzo con le repliche il 3, 6, 9 e 12. Il nuovo allestimento con la regia di Rosetta Cucchi (che torna al Maggio dopo l’ottima prova di Risurrezione di Franco Alfano) sarà diretto da Riccardo Frizza, direttore musicale del Festival Donizetti; nei ruoli principali Charles Castronovo (Fritz Kobus), Salome Jicia (Suzel) e Teresa Iervolino (Beppe lo zingaro).

Il cartellone dell’84° Festival si potrà completare solo quando si saprà quanto disponibile sia la Pergola per le opere, ma sono state annunciate le opere: dopo Orphee et Eurydice di Gluck in Auditorium, Romeo et Juliette di Charles Gounod con la direzione di Henrik Nanasi e la regia di Frederic Wake-Walker. Il 4 maggio per 7 rappresentazioni, Zubin Mehta dirige Le nozze di Figaro nel nuovo allestimento con la regia di Sven-Eric Bechtolf. Il 22 maggio per cinque recite una nuova produzione di I due Foscari di Giuseppe Verdi. Direttore Carlo Rizzi e la regia di Grischa Asagaroff con Plácido Domingo nel ruolo di Francesco Foscari e Jonathan Tetelman come Jacopo. Dal 7 giugno in alternativa all’Auditorium e probabilmente sul palcoscenico di La Pergola e fino al 18 con 5 recite, Ariadne auf Naxos di Richard Strauss con la direzione di Daniele Gatti e la regia di Matthias Hartmann. Ariadne sarà Krassimira Stoyanova, Zerbinetta sarà Jessica Pratt e per sé il sovrintendente Pereira ha riservato il ruolo del Haushofmeister che ha sostenuto in moltissime produzioni delle stagioni da lui disegnate. In giugno, o all’auditorium o alla Pergola, Alceste di Lully, diretto da Federico Maria Sardelli e con la regia di Robert Carsen.

I concerti della Stagione 2021-2022

La stagione sinfonica prende avvio con Zubin Mehta il 10 settembre con la ripresa del “Ciclo Beethoven” in programma le sinfonie n. 3 in mi bemolle maggiore, Eroica e la n. 5 in do minore op. 67. Il 12 settembre Daniele Gatti, dirige l’Orchestra Mozart in un programma con musiche di Igor Stravinskij (Apollon Musagète, balletto in due scene) e Wolfgang Amadeus Mozart (Sinfonia in do maggiore K. 551, Jupiter).

In occasione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, lunedì 13 settembre Riccardo Muti, dirige l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il Coro del Maggio, con i professori d’Orchestra del Maggio e i professori d’Orchestra e Artisti del Coro dell’Arena di Verona in un concerto con musiche di Tigran Mansurian (Purgatorio – Commissione del Ravenna Festival), Franz Liszt (Dante-Symphonie S 109), e di Giuseppe Verdi le Laudi alla Vergine Maria. Il concerto sarà eseguito anche il 12 settembre a Ravenna e il 15 a Verona.

Il “Ciclo Beethoven” prosegue il 25 settembre con il concerto diretto da Zubin Mehta con la sinfonia 1 in do maggiore op. 21, la sinfonia 2 in re magg. op 36 e la sinfonia 4 in si bemolle maggiore op. 60; e che continua il 29 settembre con sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68 Pastorale e la sinfonia n. 7 n la maggiore op. 92.

L’1 ottobre Christoph von Dohnányi, poco dopo aver festeggiato i suoi 92 anni (è nato l’8 settembre 1929) sale sul podio dell’Orchestra del Maggio per affrontare il concerto che avrebbe dovuto dirigere lo scorso 20 febbraio. In programma musiche di Charles Ives (The Unanswered Question), di György Ligeti con il Concerto doppio per flauto, oboe e orchestra (Henrik Wiese, flauto; Tobias Vogelmann, oboe) e per chiudere la sinfonia n. 6 in si minore op. 74, Patetica di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Prima della trasferta europea, il 28 ottobre Zubin Mehta dirige di Alban Berg Drei Bruchstücke aus Wozzeck con il soprano Asmik Grigorian e la Sinfonia n. 9 in re minore di Anton Bruckner e l’Adagio dalla 10 sinfonia di Gustav Mahler.

Sabato 20 novembre, sir John Eliot Gardiner impegnato nelle recite del Fastaff, dirigerà un concerto sinfonico il cui programma verrà presto annunciato.

L’11 dicembre sarà la serata dedicata all’Orchestra del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo diretta da Valery Gergiev.

Il 22 dicembre è in programma la solenne inaugurazione del nuovo Auditorium e a battezzare la sala sale sul podio del Coro e dell’Orchestra il direttore a vita del Maggio, il maestro Zubin Mehta. Il programma emblematico prevede una prima esecuzione assoluta (commissione del Maggio) di una composizione di Luca Francesconi, Divina Commedia; poi la Messa di gloria per soli, coro e orchestra di Giacomo Puccini in omaggio al grande compositore toscano e il Te Deum in do maggiore di Anton Bruckner, solisti Elisabet Strid, soprano; Marie-Claude Chappuis, mezzosoprano, il tenore Freddie De Tommaso e il basso Franz-Josef Selig.

Per la fine dell’anno il 31 dicembre 2021, il maestro Zubin Mehta dirigerà la sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93 e la sinfonia n. 9 in re minore op. 125 per soli, coro e orchestra di Ludwig van Beethoven. Interpreti: Elisabet Strid, soprano, Marie-Claude Chappuis, mezzosoprano, il tenore Giorgio Berrugi e il basso Franz-Josef Selig.

Il 4 gennaio 2022 il “Ciclo Beethoven” chiude la sua programmazione con l’esecuzione delle ultime due sinfonie beethoveniane eseguite nella sera dell’ultimo dell’anno; il cast vocale resta il medesimo.

Il 10 gennaio il Teatro del Maggio ospiterà l’Orchestra di Montecarlo diretta da Charles Dutoit con una solista d’eccezione, Martha Argerich al pianoforte.

Il 22 gennaio, Zubin Mehta in un programma ancora in via di definizione dirigerà un concerto sinfonico corale.

Appuntamento il 26 febbraio in Auditorium con James Conlon alla guida dell’Orchestra del Maggio in un programma da definire.

Sempre all’Auditorium l’11 marzo torna Daniele Gatti per dirigere, di Maurice Ravel, il Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra con Hélène Grimaud al pianoforte.

In chiusura prima dell’avvio del Festival, il 9 aprile, il concerto diretto da Franz Welser-Möst, per la prima volta al Maggio; il programma in via di definizione verrà comunicato successivamente.

Non si reperiscono ancora prezzi e date di messa in vendita di abbonamenti e biglietti. Il programma è già sul sito del Maggio

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