Napoli: Tar annulla nomina aggiunti procura. Pessima figura del csm commentano tre magistrati
NAPOLI – «Un’ulteriore figura pessima di questo Csm che dovrebbe condurre chiunque non fosse semplicemente abbarbicato alla poltrona, con qualche rara eccezione, a immediate dimissioni e che sprofonda ancor più nell’abisso la credibilità delle istituzioni giudiziarie sol perché l’esperienza sta effettivamente dimostrando come al peggio non ci sia limite». La denuncia arriva dai tre componenti della lista Articolo Centouno nel comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati Giuliano Castiglia, Ida Moretti, Andrea Reale, che si riferiscono all’annullamento da parte del Tar delle nomine di due procuratori aggiunti di Napoli deliberate dal Consiglio superiore della magistratura.
«Le decisioni del Tar sugli aggiunti partenopei si aggiungono, come è noto, ad altri clamorosi provvedimenti annullati, come quelli sul procuratore di Roma (incarico direttivo dal quale è deflagrato la ‘bomba’ Magistropoli) o sui componenti del Consiglio direttivo della Scuola superiore della magistratura Tutte decisioni – ricordano- ampiamente successive allo scandalo dell’hotel Champagne e delle nomine pilotate secondo i criteri diffusamente rassegnati dalle chat di Luca Palamara. Si conferma che sarebbe stato necessario procedere all’immediata completa rinnovazione dell’organo di autogoverno, che dimostra di avere continuato a operare sulla scorta di principi del tutto distinti da quelli di buon andamento e di imparzialità e in balia delle logiche privatistiche e spartitorie delle correnti che lo controllano – sottolineano i tre esponenti di Articolo Centouno, che si dicono esterrefatti da silenzio e inerzia dell’Associazione nazionale magistrati di fronte a questo scempio dell’istituzione preposta alla salvaguardia della legalità, autonomia, indipendenza e imparzialità della giurisdizione. A loro giudizio l’Anm, invischiata nelle stesse dinamiche correntizie che distorcono l’azione del CSM, piuttosto che contrastare adeguatamente tali aberranti dinamiche, restituisce l’immagine di vero e proprio garante dello status quo, di soggetto impegnato non già nel promuovere un vitale miglioramento ma nel consentire una mortifera restaurazione»
I tre magistrati ritengono infine necessario che l’Anm dimostri fattivamente la sua disapprovazione ed istituisca immediatamente un osservatorio formato da magistrati appartenenti al cdc e/o iscritti all’Associazione, che possa provvedere al controllo ed al monitoraggio costante delle delibere del Csm, conferendogli il mandato di denunciare ogni abuso, illegittimità, vizio procedurale, capaci di inficiare la regolare amministrazione della giurisdizione.
