Firenze, Congresso Magistratura democratica: Ermini, confido partiti convergano su riforme

FIRENZE – Ho piena fiducia nella sensibilità istituzionale della ministra Cartabia, nella sua competenza, nelle sue capacità di dialogo e sintesi. Confido che le forze politiche, tutte le forze politiche in Parlamento, abbiano la consapevolezza che la strada delle riforme è strada a questo punto obbligata, e non solo per l’accesso ai fondi del Recovery ma per gli equilibri delle stesse istituzioni, e responsabilmente convergano su soluzioni condivise e nel solo interesse generale di un sistema giudiziario efficace e giusto.

Aggiungiamo noi che resta il dubbio, o meglio la certezza,  che quella che il Presidente Anm ha definito giustamente la casta della magistratura si opponga furiosamente a qualsiasi riforma che metta in forse i suoi privilegi (non la sua autonomia che è giusta).

Afferma Ermini che separazione dei poteri, autonomia e indipendenza della magistratura sono valori e principi miliari e irrinunciabili, che vanno sottratti alle tensioni politiche e mediatiche. In questo senso sono convinto che la sede naturale per riforme condivise sia il Parlamento anziché un percorso referendario che, in ragione della sua natura necessariamente abrogativa, potrebbe condurre esclusivamente a esiti parziali e, come tali, asistematici”. Così il vicepresidente del Csm David Ermini intervenendo al congresso nazionale di Magistratura democratica in corso a Firenze.

Alcune delle proposte riformatrici hanno un denominatore comune: la separazione. Una prima separazione è quella del pubblico ministero dalla giurisdizione, propugnata con il dichiarato fine di rendere il giudice più indipendente, ma, a me pare, senza sufficiente considerazione degli inevitabili sviluppi successivi. Non ci si può non chiedere di quale indipendenza dalla politica e dal Governo potrebbe godere il pubblico ministero, e quindi di quanta indipendenza potrebbe beneficiare la stessa giurisdizione penale, che opera per necessità su impulso del pubblico ministero. Una conferma che il Pd, partito di riferimento di Ermini, vede con sospetto qualsiasi intervento che limiti lo strapotere dei magistrati, da cui il partito ha tratto ampio giovamento.

Ermini, magistratura, riforme


Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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