Gkn: l’azienda conferma i licenziamenti. Sindacati infuriati. Irritata anche la viceministra Todde

 

FIRENZE – L’azienda conferma i licenziamenti. Niente di fatto al tavolo istituzionale sulla situazione della Gkn convocato dalla viceministro Alessandra Todde. Gli operai e i sindacati sono infuriati. Parlano di arroganza dell’azienda che non vuole trattare. In effetti, sostiene il fronte sindacale, chi si è presentato al tavolo per la parte datoriale pare non avesse poteri decisionali.  L’interlocutore non sarebbe un’azienda, ma un fondo d’investimento al quale interesserebbe poco, almeno così pare, il destino dei lavoratori e delle loro famiglie.

La stessa viceministro Todde punta il dito sul fatto che chi si presenta al tavolo non abbia capacità decisionale: «Abbiamo oggi ribadito che l’unico tavolo in cui si discuterà è il tavolo istituzionale, ed in questo devo dire che le organizzazioni sindacali si sono rese disponibili ad accettare questo tipo di percorso. Le istituzioni di questo Paese staranno vicine alle organizzazioni sindacali in questo tipo di percorso, gli strumenti ci sono, le volonta’ pure da parte di tutte le istituzioni, vediamo se c’e’ la volonta’ dell’azienda, oltre che avere al tavolo chi può decidere. E’ assurdo avere al tavolo persone che non hanno la minima capacita’ decisionale. Quindi abbiamo richiesto che ci fossero al tavolo i decisori. A me e’ stato insegnato che in una negoziazione i conti si fanno alla fine. Quindi io non sono usa promettere e creare false speranze perchè non sarebbe giusto, non e’ giusto in questo momento giocare sulla pelle di persone che vedono il loro futuro lavorativo a rischio, pero’ e’ un percorso che si deve fare, ci sono delle azioni da mettere in campo, ed una volta che queste azioni saranno messe in campo, si discutera’ del risultato finale. Questo tavolo non si chiude, si aggiorna e sara’ riconvocato, discuteremo quando ci sara’ un consesso plenario. Abbiamo necessita’ prima di fare azioni, e poi avere elementi concreti di cui discutere nuovamente». 

Commenti negativi sulla posizione dell’azienda da politici locali e sindacati. Per primo anticipa ovviamente Eugenio Giani. Una nota ci informa che il presidente della Regione Toscana, intervenendo al tavolo per la Gkn di Campi Bisenzio che si è tenuto questo pomeriggio in Prefettura a Firenze e al quale erano seduti, fra gli altri, la vice ministra Alessandra Todde, le istituzioni e le parti sociali, ha espresso la sua profonda preoccupazione per la gestione del licenziamento dei 422 lavoratori dello stabilimento toscano. Ritrovarsi senza lavoro da un giorno all’altro – ha detto Giani – rivolgendosi ad Andrea Ghezzi, Ad di Gkn Italia collegato in remoto e non intervenuto al tavolo in Prefettura, e scoprirlo attraverso una mail, significa saltare a piè pari i diritti e la dignità dei lavoratori, senza nemmeno prospettare l’attivazione di un iter di ammortizzatori sociali. Questa procedura nega la dignità del lavoro – ha dichiarato con forza Giani – ricordando all’azienda che qui siamo in Toscana e in Italia e non permettiamo che si calpestino le procedure e la prassi della nostra legislazione sul lavoro frutto della nostra storia. A Melrose Industries chiedo – ha aggiunto Giani – di metterci la faccia assumendosi le proprie responsabilità perché, e lo dico con chiarezza, noi in Toscana questi comportamenti non li accettiamo e lo diremo al mondo quanto sta accadendo qui: una mercificazione dell’attività produttiva». Da queste parole intuiamo che non ci sia stato nessun passo in avanti. Con Giani, per la Regione Toscana, erano presenti in Prefettura Valerio Fabiani, consigliere del presidente per le crisi aziendali, Alessandra Nardini assessore al lavoro, supportati da Paolo Tedeschi dell’ufficio della Presidenza.

Gli fa eco Nardella, questo il comunicato della città metropolitana. «Si vuole chiudere non per crisi, ma per ragioni squisitamente finanziarie. Totale assenza di rispetto verso le Istituzioni, i Sindacati e i lavoratori». Il Sindaco della Città Metropolitana di Firenze sulla vicenda Gkn dopo l’incontro svoltosi in Prefettura: «Ringraziamo la viceministra Todde e il presidente Giani. Siamo a fianco del sindaco Fossi ed esprimiamo la vicinanza dei 41 Sindaci della Città metropolitana, che si avvicendano nello stabilimento al fianco dei lavoratori. La presenza fisica dei vertici dell’azienda, e in particolare dell’ad Andrea Ghezzi, sarebbe stato un atto minimo di rispetto, vista anche la gravità della situazione. Bisogna rispettare territorio lavoratori e Istituzioni. Faremo di tutto per impedire che questa scelta del licenziamento collettivo arrivi in fondo. Gravissimo il fatto che l’azienda abbia usato soldi pubblici per la formazione e ci chiediamo chi sia stato formato se poi si chiude. Vogliamo sapere se sono stati utilizzati altri soldi pubblici da questa società. Il fondo Melrose Industries è il proprietario del gruppo industriale e dunque il vero decisore e per questo dovrebbe venire a questo tavolo a parlare con Istituzioni e lavoratori. Non registriamo le criticità di cui ha parlato l’ad Andrea Ghezzi: ha fatto un discorso incoerente e pieno di contraddizioni, parlando di criticità che non sono chiare e sono tutte da verificare, come hanno dimostrato le ampie e documentate relazioni delle Rsu. Non siamo di fronte a una vertenza per una crisi aziendale, ma a una decisione unilaterale di un’azienda che chiude per ragioni squisitamente finanziarie. Confermiamo l’assoluta fermezza e vogliamo un tavolo vero di discussione sulla Gkn. Perché ci sia un tavolo vero va immediatamente sospesa la procedura di licenziamento.

È infatti inaudito e di gravità assoluta il comportamento dell’azienda, che non solo ha rifiutato di partecipare in presenza, ma si è presentata in collegamento con l’ad Andrea Ghezzi, che non ha portato alcuna proposta concreta, e ha fatto chiudere con l’avvocato Francesco Rotondi, che ha affermato di voler avere un incontro separato con i lavoratori e non ha riconosciuto il tavolo di oggi della prefettura, mancando di rispetto alla viceministra al presidente della Regione al sindaco di Campi e a tutti i rappresentanti sindacali. In sette anni di sindaco non ho mai visto un comportamento del genere. Di fronte ad atteggiamenti di questo tipo il governo deve intervenire ai massimi livelli».

Infine i sindacati sparano a zero sull’azienda. «Il tavolo di oggi in Prefettura a Firenze ha avuto l’effetto di esacerbare ancora di più gli animi. Da parte dell’azienda si è confermata – con arroganza e senza alcuna intenzione di trattare con i lavoratori – la volontà di licenziare e chiudere lo stabilimento. Stabilimento che, è bene ricordarlo, non ha alcuna crisi industriale in corso. Quella portata avanti dai vertici di Gkn è solo un’operazione speculativa a cui dobbiamo reagire compatti e uniti. Non possiamo permettere che la dignità del lavoro sia calpestata». Queste le parole del Coordinatore UIL di Firenze Leonardo Mugnaini, che oggi ha partecipato al tavolo in Prefettura.

«Dobbiamo mettere paletti legislativi perché una crisi come quella che stanno vivendo i lavoratori di Gkn e le loro famiglie non si ripeta. È inaccettabile trovarsi di fronte a un fondo speculativo che dall’oggi al domani decide di mandare gambe all’aria un sito industriale e 422 lavoratori. Altrettanto inaccettabile è che i vertici di Gkn si facciano forti del fatto di aver seguito le procedure previste dalle legge e pertanto di essere nel pieno della legittimità. Il lavoro non è un bene negoziabile in base alle convenienze, ma un diritto su cui si fonda la nostra Costituzione. Serve uno scatto di orgoglio perché quanto sta avvenendo a Campi Bisenzio riguarda da vicino il futuro industriale del nostro Paese. Definire regole chiare per chi viene a investire in Italia serve anche per evitare la deindustrializzazione selvaggia che sta impoverendo i nostri territori». Queste le parole del Segretario Generale UIL Toscana Annalisa Nocentini.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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