Mattarella bacchetta Draghi: «in caso di gravi anomalie delle leggi le rinvierò alle Camere»

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceve Mario Draghi al Quirinale (Foto Ansa)

ROMA – Alla vigilia dell’inizio del semestre bianco Mattarella scrive al Governo e Parlamento, dopo aver controfirmato e promulgato il decreto sostegni-bis. «Ho provveduto – scrive il capo dello Stato – alla promulgazione in considerazione dell’imminente scadenza del termine per la conversione e del conseguente alto rischio, in caso di rinvio, di pregiudicare o, quantomeno, ritardare l’erogazione di sostegni essenziali per milioni di famiglie e di imprese. La consapevolezza della straordinarietà e della gravità del momento che il Paese sta attraversando per le conseguenze economiche e sociali dell’emergenza pandemica, tutt’ora in corso, nonché della necessità di attuare speditamente il programma di investimenti e riforme concordato in sede europea non può, peraltro, affievolire il dovere di richiamare al rispetto delle norme della Costituzione. Avverto la responsabilità di sollecitare nuovamente Parlamento e Governo ad assicurare che, nel corso dell’esame parlamentare, vengano rispettati i limiti di contenuto dei provvedimenti d’urgenza, come già richiesto con analoga lettera dell’11 settembre 2020. In caso di gravi anomalie valuterò rinvio alle Camere Per quanto riguarda le mie responsabilità, valuterò l’eventuale ricorso alla facoltà prevista dall’articolo 74 della Costituzione nei confronti di leggi di conversione di decreti-legge caratterizzati da gravi anomalie che mi venissero sottoposti», scrive Mattarella avvertendo che in caso di gravi anomalie nei contenuti di leggi di conversione potrebbe avvalersi della facoltà di rinviarli alle Camere.

Mattarella in sostanza contesta l’eccessivo uso di emendamenti con norme fuori tema, facendo anche un elenco delle misure fuori tema contenute in questa legge. «Formulo, pertanto, un invito al Parlamento e al Governo a riconsiderare le modalità di esercizio della decretazione d’urgenza- scrive il Capo dello Stato – con l’intento di ovviare ai profili critici da tempo ampiamente evidenziati dalla Corte costituzionale, nonché nelle stesse sedi parlamentari, oltre che in dottrina, e che hanno ormai assunto dimensioni e prodotto effetti difficilmente sostenibili. Il rinvio alle Camere di un disegno di legge di conversione porrebbe in termini del tutto peculiari – alla luce della stessa giurisprudenza della Corte costituzionale – il tema dell’esercizio del potere di reiterazione, come evocato in una lettera del 22 febbraio 2011 del Presidente Napolitano. Auspico che queste considerazioni e questi rilievi siano oggetto di approfondimento e di riflessione nell’ambito del Parlamento e del Governo».

Non ho memoria che il Presidente abbia fatto un richiamo di questo tipo e di questa inusitata veemenza per tutti i dpcm approvati dal governo della coppia Conte-Speranza, per i quali molti giuristi sostenevano addirittura che esistessero profili d’incostituzionalità.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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